RIUNIONE TECNICA ALLENATORI DELLA PROVINCIA DI LATINA A FONDI CON CALVANI E BARTOCCI

Coach Calvani con i giovani dell'Under 17 Eccellenza della Virtus Fondi
Coach Calvani con i giovani dell’Under 17 Eccellenza della Virtus Fondi
Coach Bartocci con i giovani dell' Under 17 eccellenza della Virtus Fondi
Coach Bartocci con i giovani dell’ Under 17 eccellenza della Virtus Fondi

Lunedì 17 febbraio, nel Palavirtus di Via Liguria a Fondi, c’è stata la riunione di aggiornamento obbligatorio per gli allenatori organizzato dal Comitato Regionale Allenatori in collaborazione con la società Virtus Basket Fondi. I presenti, che erano circa una settantina, hanno avuto il piacere di ascoltare le voci del primo relatore, Marco Calvani, che è stato vice campione d’Italia con la Lottomatica Roma ed attualmente allenatore dell’Azzurro Napoli (A2 gold) che ha trattato l’argomento Uno contro uno con palla: scelte, regole e spaziature per i giocatori senza palla, e del secondo relatore Maurizio Bartocci, già relatore di Napoli, Scafati e Chieti ed attualmente allenatore della Benacquista Latina Basket (A2 silver) che ha trattato l’argomento Uno contro una alle collaborazioni offensive. I giocatori scelti per le dimostrazioni pratiche da ambedue sono stati i ragazzi dell’Under 17 di eccellenza della Virtus Basket Fondi.

Il primo allenatore, coach Calvani, ha spiegato ai presenti le metodologie usate da lui per l’allenamento uno contro uno con la palla, spiegando innanzitutto che l’allenatore deve trarre il massimo possibile dai giovani che allena attraverso degli schemi di facile interpretazione e comprensione, in modo che il ragazzo possa, nel corso del suo cammino agonistico, assimilare questi schemi e farli propri. Certo, un allenatore quando prepara gli schemi da sottoporre ai suoi ragazzi sicuramente gli fa perdere tempo, in quanto il ragazzo è sempre un po’ istintivo, ma è proprio lo schema il nodo da poter interpretare per poter diventare un vero giocatore di pallacanestro, e per qualche tempo gli schemi della zona sono stati demonizzati da gran parte dei tecnici, mentre il relatore sosteneva che la zona serve per far capire al ragazzo come si deve muovere in campo e come deve occupare gli spazi. Si diceva del tempo prezioso per far capire ai ragazzi con cinque schemi base, tre con marcamento a uomo e due a zona, come possono i ragazzi impegnati nell’andare a canestro a muoversi sul fondo o al centro mentre gli altri che sono senza palla come possono andare a occupare gli spazi di propria pertinenza ed intervenire al momento opportuno. Se lo schema di gioco è un qualcosa che serve alla squadra di poter giocare la partita, però bisogna sempre aspettarsi la risposta dell’altra, in quanto anche gli altri giocano a pallacanestro. Una cosa fondamentale è il rispetto del dovere dell’allenamento, sia per il giovane giocatore che deve essere sempre presente e non arrivare in ritardo, sia per lo stesso allenatore che non deve arrivare trafelato per condurre l’allenamento, e poi quando c’è da giocare la partita inventarsi delle cose che non aveva previsto, e se riesce a far fare qualche giocata interessante ai suoi giovani per farsi sentire apprezzamenti dal pubblico o dal dirigente che gli paga lo stipendio a fine mese. Le dimostrazioni di Calvani hanno dato degli spunti di riflessione con esercizi di discese dei giocatori sul fondo e poi decidere di passare al compagno senza palla oppure di tirare andando in terzo tempo o di tirare direttamente. Lui ha consigliato di usare la traccia come metodo di allenamento per eseguire esercizi di contropiede o come esercizi di passaggio in corsa.

Il secondo allenatore, coach Bartocci, ha ripreso in parte la prima parte dell’incontro, dicendo che la metodologia da lui usata è quello di poter insegnare al ragazzo di poter far canestro battendo l’avversario nell’uno contro un, tendendo presente anche lui che se un giocatore va a canestro per segnare, c’è sempre la reazione della difesa della squadra avversaria, per cui la soluzione sarebbe di poter creare un vantaggio in modo tale che il giocatore possa liberarsi al tiro o entrare in terzo tempo per la segnatura. La sua metodologia di allenamento è quella dell’ esercizio del quattro contro quattro per aiutare i ragazzi a valutare quando intervenire nelle fasi cruciali del gioco, ma una cosa importante che ogni singola partita contiene delle situazioni codificate che un bravo allenatore deve apprendere per migliorare se stesso nel far apprendere ai ragazzi, e agli stessi di poter sempre migliorare ricordando le azioni di gioco già espresse durante le gare disputate in precedenza, anzi un bravo allenatore deve saper ascoltare un giocatore, sia giovane sia adulto, perché potrebbe dargli qualche indicazione utile per leggere tatticamente la partita. E nella dimostrazione ha discusso con i presenti anche sugli schemi difensivi per permettere al difensore di contrastare l’attaccante che andando uno contro uno verso il canestro ha bisogno della collaborazione dei compagni. Una nota arbitrale detta dal coach è che spesso gli arbitri guida si trovano in posizione errata per poter giudicare un eventuale intervento difensivo contro l’attaccante sostenendo che dovrebbe posizionarsi ad almeno due metri dalla linea di fondo per avere una visione d’insieme più ampia per giudicare l’eventuale intervento da prendere.

Tutti e due gli allenatori hanno ringraziato i ragazzi della Virtus complimentandosi con loro, e alla riunione erano presenti gli arbitri nazionali Daniela Bellamio, Alessandro Panici e Andrea Zaccarelli nonché l’istruttore arbitri provinciale Annino Massese.

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