Riunione informale sui migranti a Bruxelles: la proposta italiana

Giuseppe Conte

C’è stata una riunione informale sui migranti e il premier italiano Conte ha presentato la sua proposta: “Siamo qui per presentare la proposta italiana, completamente nuova, basata su un nuovo paradigma di risoluzione dei problemi della migrazione: si chiama European Multilevel Strategy for Migration.  E’ articolata in sei premesse e dieci obiettivi: è mirata a proporre una puntuale politica di gestione e di regolazione dei flussi migratori, che sia realmente efficace e sostenibile. E’ una proposta che mira a superare completamente il regolamento di Dublino. Riteniamo che quel regolamento sia basato su una logica emergenziale, mentre in realtà noi vogliamo affrontare il problema in modo strutturale. Le nostre opinioni pubbliche ce lo chiedono”.  Per la cancelliera tedesca Angela Merkel il raggiungimento di accordi bilaterali o trilaterali con altri Paesi dell’Ue sulla questione dei movimenti secondari dei migranti porterebbe a un “mutuo beneficio” per i Paesi coinvolti. La cancelliera non si aspetta di raggiungere “una soluzione totale al problema delle migrazioni ma servono accordi bilaterali o trilaterali che siano di mutuo beneficio”. In questo modo i Paesi “non dovranno aspettare che tutti i 28 trovino una soluzione. Il focus di oggi è trovare un modus vivendi e, allo stesso tempo, lavorare per comuni fondamenta europee”. L’auspicio del primo ministro spagnolo, Pedro Sanchez, è che “la prossima settimana possiamo trovare tutti una soluzione che soddisfi l’intera Ue. E’ quello che proveremo a fare sottolineando che i centri per i migranti che Francia e Spagna propongono di creare sarebbero una soluzione europea: sarebbero centri controllati, che consentirebbero di avere una politica migratoria controllata e responsabile, che faccia fronte alla realtà che abbiamo nell’Ue”. Intanto il vicepremier e ministro dell’Interno, Matteo Salvini, ribadisce la linea dura: “Mille immigrati sui barconi davanti alla Libia? Lasciamo che le Autorità Libiche facciano il loro lavoro di salvataggio, recupero e ritorno in patria, come stanno ben facendo da tempo, senza che le navi delle voraci Ong disturbino o facciano danni. Sappiano comunque questi signori che i porti italiani sono e saranno chiusi a chi aiuta i trafficanti di esseri umani”.

Ma ecco i 10 punti presentati da  Conte

  1. Intensificare accordi e rapporti tra Unione europea e Paesi terzi da cui partono o transitano i migranti e investire in progetti. Ad esempio la Libia e il Niger, col cui aiuto abbiamo ridotto dell’80% le partenze nel 2018.
  2. Centri di protezione internazionale nei Paesi di transito. Per valutare richieste di asilo e offrire assistenza giuridica ai migranti, anche al fine di rimpatri volontari. A questo scopo l’Ue deve lavorare con Unhcr e Oim. Perciò è urgente rifinanziare il Trust Fund Ue-Africa (che ha attualmente uno scoperto complessivo di 500milioni di euro) che incide anche su contrasto a immigrazione illegale su frontiera Libia-Niger.
  3. Rafforzare le frontiere esterne. L’Italia sta già sostenendo missioni Ue (Eunavfor Med Sophia e Joint Operation Themis) e supportando la Guardia Costiera Libica, occorre rafforzare queste iniziative.
  4. Superare Dublino. Nato per altri scopi, è ormai insufficiente. Solo il 7% dei migranti sono rifugiati. Senza intervenire adeguatamente rischiamo di perdere la possibilità di adottare uno strumento europeo veramente efficace. Il Sistema Comune Europeo d’Asilo oggi è fondato su un paradosso: i diritti vengono riconosciuti solo se le persone riescono a raggiungere l’Europa, poco importa a che prezzo.

 

  1. Superare il criterio Paese di primo arrivo. Chi sbarca in Italia, sbarca in Europa. Riaffermare responsabilità-solidarietà come binomio, non come dualismo. È in gioco Schengen.
  2. Responsabilità comune tra Stati membri sui naufraghi in mare. Non può ricadere tutto sui Paesi di primo arrivo. Superare il concetto di ‘attraversamento illegale’ per le persone soccorse in mare e portate a terra a seguito di Sar. Bisogna scindere tra porto sicuro di sbarco e Stato competente ad esaminare richieste di asilo. L’obbligo di salvataggio non può diventare obbligo di processare domande per conto di tutti.
  3. L’Unione europea deve contrastare, con iniziative comuni e non affidate solo ai singoli Stati membri, la ‘tratta di esseri umani’ e combattere le organizzazioni criminali che alimentano i traffici e le false illusioni dei migranti.
  4. Non possiamo portare tutti in Italia o Spagna. Occorrono centri di accoglienza in più paesi europei per salvaguardare i diritti di chi arriva e evitare problemi di ordine pubblico e sovraffollamento.
  5. Contrastare i movimenti secondari. Attuando principi precedenti, gli spostamenti intra-europei di rifugiati sarebbero meramente marginali. Così i movimenti secondari potranno diventare oggetto di intese tecniche tra paesi maggiormente interessati.
  6. Ogni Stato stabilisce quote di ingresso dei migranti economici. È un principio che va rispettato, ma – conclude il documento – vanno previste adeguate contromisure finanziare rispetto agli Stati che non si offrono di accogliere rifugiati”.

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