Era da qualche tempo che, da quando sono iniziati i lavori di bonifica dell’area dell’ex distributore Eni nei pressi della chiesa di San Giovanni Battista di Via Emanuele Filiberto a Formia, che c’era un archeologa che ha fotografato una zona che per qualche giorno è stata oggetto di scavi approfonditi. Infatti sono emersi alcuni reperti di interesse archeologico di tipo Opus reticolato, basati e opus incerto che hanno fatto si che Eni interessasse la Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per le Province di Frosinone, Latina e Rieti e il Comune di Formia e iniziasse le operazioni di verifica del sito. Nella mattinata dell’ 8 ottobre si è svolto, alla presenza del Sindaco Villa, un  primo sopralluogo al termine del quale, la Soprintendenza nella figura del Dott. Gianluca Melandri funzionario archeologo, ha chiesto ai rappresentanti Eni di ampliare i lavori di verifica. Inoltre l’Amministrazione Comunale, la Soprintendenza ed Eni apriranno nelle prossime settimane un tavolo di confronto per verificare i possibili sviluppi del sito, per ampliarne le conoscenze archeologiche e soprattutto pianificare gli interventi sull’intera area.Una zona dove sono rpesenti i resti di un antico acquedotto romano.

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