Segnale

Quella morte ha fatto scalpore con un operaio che è morto rimandendo schiacciato da un tir dopo che il suo datore di lavoro lo ha fatto viaggiare nella parte posteriore del furgone adibito al trasporto di mobili. Francesco Bisecco, un giovane operaio residente a Minturno in provincia di Latina, è morto investito dopo che il cassone nel quale viaggiava si è improvvisamente aperto lungo l’autostrada A2 all’altezza di Cosenza. Il poveretto non riuscendo più a mantenere l’equilibrio, è finito lungo le corsie ed un tir, condotto da un camionista di Catania, lo ha travolto ed ucciso. Questo faoo, avvenuto nel 2020 ha fatto aprire un fasciolo alla Procura di Cosenza, chiedendo dopo le indagini il rinvio a giudizio con l’accusa di omicidio stradale per un imprenditore di itri e un autotrasportatore di Belpasso in provincia di Catania. Francesco Bisecco, 37anni, sposato e con due figli minori a carico, aveva accettato il lavoro come facchino nella ditta di trasporti perché disoccupato. E mentre tornava a casa, dopo aver consegnato mobili in Sicilia, è rimasto vittima del tragico incidente mentre era seduto nel cassone posteriore del camion. Le indagini, coordinate dalla Procura di Cosenza e dalla Polizia, hanno accertato che la responsabilità dell’incidente e della morte dell’operaio siano da attribuire al conducente del mezzo di trasloco, per aver fatto viaggiare il giovane nel cassone adibito a trasporto di cose e non di persone, ed all’autista siciliano per avere proceduto ad una velocità ben superiore al limite imposto di fatto precludendo la possibilità di non investire il giovane. L’udienza preliminare a carico dei due indagati è stata fissata per il 31 marzo prossimo presso il Tribunale di Cosenza. La famiglia paterna del giovane deceduto è assistita dagli avvocati Sandro Salera e Coriolano Cuozzo del Foro di Cassino. I due legali sin dal primo istante hanno avviato delle indagini forensi affinchè la verità di una vicenda così triste venisse alla luce.

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