Foto

Aveva scritto questa terribile frase: “Come godo che avete tolto di mezzo quello scimpanzé, siete degli eroi”. Questo incauto gesto, condito con tanto di foto degli assassini, era stata postata nei giorni scorsi sul profilo personale di un tale Manlio Germano. Tutto riportava alla città di Latina: studente dell’istituto Steve Jobs, tifoso del Latina Calcio e sul prifilo una foto dello stadio Francioni. La frase, in un’Italia scioccata del povero Willy Monteiro, aveva fatto rapidamente il giro del web, segnalata da nord a sud del Paese, tanto da spingere la Polizia postale ad indagare per risalire all’identità dell’autore, che è stato rintracciato in tempio brevi. Infatti, pensava di farla franca nascondendosi dietro un profilo fake, ma è stato rintracciato e denunciato. Si tratta di un ragazzo di 23 anni, residente a Treviso che, subito dopo la morte del giovane Willy Monteiro Duarte, deceduto a Colleferro a seguito di percosse, aveva appunto esultato sui social con frasi che avevano sconcertato l’opinione pubblica. Studente universitario, esperto di informatica, aveva “postato” il suo odio e la sua intolleranza razziale arrivando a definire “eroi” gli assassini per “aver ucciso una persona di colore”, definendolo “scimpanzé” . Un vero campione di intiolleranza, insomma. Oltre ad aver creato un personaggio virtuale, al quale aveva dato il nome di Manlio Germano, il sottosegretario interpretato da Claudio Amendola nel film “Caterina va in città” del regista Virzì, il giovane si connetteva ai social network attraverso provider esteri, utilizzando tecniche di anonimizzazione in grado di mascherare le tracce informatiche della navigazione, convinto che sarebbe stato impossibile rintracciarlo. All’esito di un’ attenta e meticolosa indagine, espletata attraverso le più moderne tecniche di analisi informatica e di ricostruzione del traffico telematico, resa ulteriormente complessa dalle connessioni sui provider esteri, la polizia postale di Roma e Latina con la collaborazione dei colleghi specialisti di Firenze, è riuscita a risalire all’autore e a rintracciarlo presso un albergo del capoluogo toscano e a deferirlo alla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Latina che ha coordinato le complesse indagini informatiche.

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui