Latina Biz – Servizi Notizie Eventi Informazioni Formia,Politica,Province Rifondazione Comunista di Formia polemizza per il ritardo per l’installazione del ricovero dei senza tetto comprensoriale a Formia

Rifondazione Comunista di Formia polemizza per il ritardo per l’installazione del ricovero dei senza tetto comprensoriale a Formia



Ricovero senza tetto

E’ sempre un problema quello dell’installazione del ricovero dei senza tetto di Formia, in quanto l’anno scorso realizzato grazie alla sensibilità del commissario prefettizio in carica dopo le dimissioni di Sandro Bartolomeo, e l’anno prima l’assessore D’Angiò utilizzò i fondi del Cissi per realizzarlo, ma quest’anno il Cissi è stato trasferito a Gaeta e pertanto il villaggio potrebbe anche non essere montato per affrontare per i senza fissa dimora l’emergenza freddo che comincia a farsi sentire, e gli attivisti del circolo Simeone di Rifondazione Comunista di Formia polemizzano per questo ritardo. Ecco ciò che hanno scritto:

“Lo scorso settembre il comune di Gaeta è diventato il Comune capofila del Distretto Socio-Sanitario Formia-Gaeta. Ma cos’è il Distretto Socio-Sanitario Formia-Gaeta e quale il ruolo del comune capofila? Sfogliando la documentazione disponibile in rete apprendiamo che il “distretto” è l’insieme dei soggetti che per legge devono garantire ai cittadini la possibilità di potere usufruire di politiche di integrazione socio-sanitarie e socio-assistenziali. La regione Lazio ha suddiviso il territorio in 55 Distretti socio-sanitari (aggregazioni di comuni). Nel nostro caso esso comprende 9 comuni per un totale di oltre 100mila abitanti e cioè Formia, Gaeta, Itri, Minturno, Castelforte, Santi Cosma e Damiano, Spigno Saturnia, Ponza, Ventotene. Il Piano Sociale di zona è lo strumento tramite il quale i comuni del distretto, di intesa con la ASL e con il concorso di tutti i soggetti del terzo settore, definiscono il sistema integrato di interventi e servizi sociali del loro territorio. Al comune capofila competono le funzioni di gestione amministrativa e finanziaria del Piano di Zona ed è per questo l’interlocutore primario della Regione. Inoltre presso il comune/ente capofila è costituito l’Ufficio di Piano, la struttura tecnico/amministrativa, gerarchicamente autonoma, per l’esercizio associato dei servizi sociali distrettuali e l’attuazione del Piano Sociale di Zona. Lo scorso agosto l’assessore regionale alle Politiche sociali e Welfare, Alessandra Troncarelli, ha annunciato uno stanziamento pari a circa 160milioni di euro che riguardano da un lato azioni di sistema (infrastruttura pubblica e sviluppo integrato; sussidiarietà e reti del terzo settore), dall’altro politiche di inclusione (sostegno alla disabilità e non-autosufficienza; contrasto alla povertà; tutela dei minori e dei nuclei vulnerabili; sostegno e inclusione della fragilità)». Il bilancio dell’ultimo piano di zona – quello del 2017 – che abbiamo potuto consultare prevedeva uno stanziamento di 2milioni e 800mila euro per tutte le misure/progettualità, di cui in particolare 50mila euro alla voce “SOS SOCIALE DISTRETTUALE (emergenza freddo-accoglienza minori non accompagnati”. Ebbene probabilmente di quest’ultima voce rimarranno sole le briciole, visto che il sindaco del nuovo comune capofila ci ha tenuto a far sapere – a mezzo stampa – che a suo avviso il ricovero per senzatetto “è costato troppo rispetto al numero delle persone che ha accolto e assistito”, palesandosi così per quello che è veramente, altro che sindaco degli ultimi. D’altronde che vuoi altro aggiungere per descrivere uno che spende circa 500mila euro di soldi pubblici per l’effimero – leggasi luminarie natalizie – e non sente il dovere di intervenire per aiutare chi ha veramente bisogno. Vero è che il comune di Formia potrebbe intervenire con risorse proprie, ma di certo rimane il fatto che con un sindaco del genere noi non scambieremmo nemmeno un saluto, figurarsi invitarlo nel palazzo comunale, trasformandolo nel padrone del golfo di Gaeta. Che sia di lezione a tutti e soprattutto occhi aperti su come verranno gestite le risorse finanziarie del distretto socio-sanitario.”

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