IlBigottoSondaggioCon questo titolo sul sito internet dell’Ansa si è chiesto di pronunciarsi su questo argomento spinoso e di attualità. I sondaggi sono uno strumento che sistematicamente viene usato per riportare, a detta di chi lo finanzia o lo diffonde, una determinata tendenza culturale e/o politica. Di questo sondaggio non si è avuto grande notizia e risalto, nonostante l’autorevole fonte che lo propone. Questo sondaggio, ad oggi 04/07/2015, ore 08:35, vede i SÌ al 38% e i NO al 62%. Va detto che in giorni diversi si è riusciti ad esprimere più preferenze; già questo basterebbe a invalidare un sondaggio. Resta comunque non dato il dato statistico (più o meno attendibile e rilevante), ma l’utilizzo che se ne fa di questa arma moderna. I sondaggi, infatti, quando fanno comodo si annunciano in pompa magna, quando non rispecchiano le previsioni o determinante volontà, semplicemente si ignorano. In entrambi i casi si dovrebbe avere la coerenza di dire che mai e poi mai i sondaggi (specie se online e con la possibilità di esprimere più voti) hanno una influenza così significativa da pretendere che rispecchino realmente l’opinione pubblica. Sia perché bisognerebbe essere certi che chi si esprime lo faccia coerentemente con il suo pensiero (e non è detto); sia perché i sondaggi, per quanto dettagliati, sono pur sempre parziali e non si capisce perché una parzialità debba influire o rappresentare una totalità. È evidente il gioco mediatico e di potere che ci sta dietro, figlio di una mentalità democratica dove tutto è votabile, tutto modificabile per maggioranza. In questa prospettiva diventa evidente che, siccome vince la legge del più forte (del più numeroso), ogni mezzo diventa lecito (anche i sondaggi non attendibili) per influenzare un’opinione pubblica già facilmente manipolabile di suo.

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