Ciotti e Trabacchin

La richiesta del pubblico ministero Andrea D’Angeli è stata di 25 anni di carcere per Fabio Trabacchin, il 37enne di Cisterna che il 10 luglio del 2019 ha ucciso la moglie Elisa Ciotti a colpi di martello. Nella mattinata del 24 settembre c’è stata la penultima udienza del processo davanti alla Corte di assise di Latina (presidente Francesco Valentini, a latere Enrica Villani) durante la quale hanno preso la parola l’accusa e i rappresentanti delle parti civili. Nel ripercorrere le modalità dell’omicidio il pm ha sottolineato la particolare brutalità con la quale l’imputato ha ucciso la moglie. Trabacchin, che una perizia psichiatrica disposta dalla Corte ha giudicato perfettamente in grado di intendere e volere, la mattina del 10 luglio 2019 nel corso di una animata lite con la moglie nella villetta del quartiere San Valentino a Cisterna dove i due vivevano aveva colpito Elisa Ciotti alla testa più volte provocandone la morte quasi istantanea: almeno sette i colpi inferti con un martello. Il tutto mentre la figlia di 10 anni dormiva nella sua stanza. L’uomo  era poi era uscito di casa la bambina aveva scoperto il cadavere della madre ed aveva telefonato ad uno zio. Trabacchin si era ripresentato qualche ora dopo ed era stato arrestato per omicidio volontario. Nella circostanza hanno preso la parola anche gli avvocati Aurelio Cannatelli, Flaviana Coladarci e Maddalena Di Girolamo che rappresentato i familiari della vittima e la figlia. Il processo è stato poi aggiornato al 22 ottobre prossimo quando parleranno i legali della difesa, gli avvocati Fabrizio Mercuri e Luca Melegari, prima che la Corte entri in camera di consiglio per la sentenza.

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui