Polizia

Ci sono state oltre cinque ore di requisitoria del pm a conclusione della quale sono stati chiesti oltre 178 anni di reclusione nei confronti di esponenti del clan Di Silvio finiti in carcere nell’ambito dell’operazione “Scarface” svolta nell’ ottobre 2021, nel pomeriggio di venerd’ 23 settembre, davanti al giudice per l’udienza preliminare del Tribunale di Roma Angelo Giannetti il pubblico ministero della Direzione distrettuale antimafia Luigia Spinelli ha presentato le richieste per 19 dei 33 imputati che hanno scelto di essere giudicati con il rito abbreviato. Il pm ha chiesto 20 anni di carcere per Antonio Di Silvio Patatino e altrettanti per Ferdinando Di Silvio Prosciutto e Fabio Di Stefano il Siciliano; 16 anni e 8 mesi per Carmine Di Silvio Porcellino; 12 anni per Costantino Di Silvio Costanzo; 8 anni e otto mesi per Riccardo Mingozzi;  8 anni e quattro mesi ciascuno per Costantino  Di Silvio Cazzariello  e Daniel Alessandrini; 8 anni per Michele Petillo e Mirko Altobelli; 7 anni e 4 mesi per Marco Ciarelli e Manuel Agresti; 6 anni e otto mesi  per Alessandro Di Stefano; 6 anni per Simone Di Marcantonio; 5 anni per Alessandro Zof; 5 anni per Simone Ortenzi e altrettanti per Anna Gina Di Silvio e 3 anni ciascuno per Salvatore e Franco Di Stefano. Anche Giuseppe Romolo Di Silvio, capo del sodalizio criminale, ha chiesto il rito abbreviato ma per un disguido tecnico non era inserito tra gli imputati dell’udienza odierna e sarà processato singolarmente. Agli imputati sono stati contestati a vario titolo contestati i reati di associazione a delinquere finalizzata al traffico di sostanze stupefacenti, estorsione, sequestro di persona, furto, detenzione e porto abusivo di armi, tutti aggravati dal metodo mafioso e da finalità di agevolazione mafiosa. Le prossime udienze sono state fissate per il 18,19,20 e 21 ottobre prossimi quando la parola passerà ai legali degli imputati, gli avvocati Alessia Vita, Sandro Marcheselli, Oreste Palmieri, Luca Melegari, Alessandro Farau, Maurizio Forte, Giancarlo Vitelli. Poi il gup entrerà in camera di consiglio per la sentenza. Nel processo si sono costituiti parte civile il Comune di Latina rappresentato dall’avvocato Anna Caterina Egeo, l’associazione ‘Caponnetto’ con l’avvocato Licia D’Amico, l’Assocrimine e il collaboratore di giustizia Emilio Pietrobono.

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui