Respinto il ricorso della mamma lavoratrice da Ikea

Ikea

Purtroppo non c’è nulla da fare: il giudice di Milano ha respinto il ricorso della mamma lavoratrice licenziata da Ikea che riteneva il licenziamento discriminatorio e chiedeva il reintegro e il risarcimento del danno. L’azienda sottolinea in una nota che il Tribunale del Lavoro di Milano, respingendo il ricorso della lavoratrice contro il licenziamento “ha riconosciuto la gravità dei comportamenti tenuti da Marica Ricutti e, conseguentemente, ha confermato la legittimità della decisione di Ikea”. L’avvocato di Ikea, Luca Failla, ha spiegato che “la decisione, confermata dai testimoni che sono stati ascoltati durante il procedimento, restituisce la verità dei fatti a una vicenda che in questi mesi è stata interpretata in maniera strumentale e di parte, diffondendo tra l’opinione pubblica un’immagine di Ikea che non corrisponde ai valori che esprime nel suo impegno verso clienti, dipendenti e fornitori”. I fatti:  l’Ikea aveva licenziato in tronco una lavoratrice, madre separata con due figli di cui uno disabile, perché la donna aveva spiegato di non poter essere al lavoro alle 7 del mattino. In solidarietà con la donna, Marica Ricutti, 39 anni, i colleghi di Corsico avevano scioperato per due ore e avevano deciso (era il 5 dicembre 2017) un presidio davanti al luogo di lavoro. La donna aveva accettato il cambiamento di reparto nel punto vendita alle porte di Milano, chiedendo che il gruppo svedese le andasse incontro per gli orari. All’inizio Ikea aveva dato l’assenso. Poi tutto è cambiato.

 

 

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