Quella vecchia canzone che vogliamo tornare a cantare

IlBigotto

IlBigotto2Il bigotto è – non per definizione, ma per estensione – una persona triste. E se è triste ascolta Marco Masini. E ci va pure ai concerti. La sintesi di idiozie è perfetta. Ma, si sa, queste sono eterne e immortali. Tutti lo hanno ascoltato, pochissimi lo ammettono, non si sa per quale vergogna, e si atteggiano ad ascoltatori di cantanti di lignaggio mediatico maggiore. Eppure poi i concerti sono pieni, di numeri e di entusiasmo. Come l’altra sera, il 16 aprile, all’Auditorium Conciliazione, nella cornice ideale per il bigotto (a pochi metri da piazza San Pietro). Ed è stato un tripudio di emozioni, ricordi e sensazioni.

Forse l’amore è stato qui,
nel lento costruire,
ricordi messi lì,
su un filo stesi ad asciugare.

[L’amore è stato qui]

Per chi è cresciuto con le sue canzoni, magari non capendo e condividendo tante scelte, quando poi torna ai suoi concerti tutti i malumori e i dispiaceri passano e si annullano nell’istante esatto in cui viene eseguita la prima nota di ogni canzone. Canzoni messe sul filo ad asciugare, per anni, e ogni volta poi sempre pronte all’utilizzo della vita. Perché non c’è verso, strofa o intera canzone che non ti racconti, non ti rappresenti, non testimonia quel fenomeno stupendo (e tipico della musica italiana) per cui una canzone parli proprio di te, dei tuoi amori, delle tue delusioni, dei tuoi sogni. Di te. E ce ne vuole di capacità a raccontare e descrivere i panneggi dei sentimenti. Masini ci è riuscito in molteplici occasioni. Il suo successo, segnato da tante altrui ignoranze, ne è la conferma.

Ma è un paese l’Italia che si tuffa nel mare
è una vecchia canzone che vogliamo tornare a cantare

[L’Italia]

Sì, vogliamo cantare le sue canzoni. Commuoverci per quel nuovo brano e sorridere nel ricordo di quella canzone che è stata colonna sonora di una stagione, di una storia, di un’avventura. Vogliamo cantare, come novelli ragazzi intorno al fuoco (come scenograficamente è stato offerto al concerto), sulla spiaggia della vita, con l’entusiasmo di due perfetti sconosciuti che condividono lo stesso entusiasmo, nella diversità e unicità della loro esistenza.

Vivere cadere vivere e rialzarsi vivere
ricominciare
come la prima volta.

[Che giorno è]

Ogni volta è un po’ la prima volta. Canzoni ascoltate e riascoltate innumerevoli volte, consumando vinili, musicassette, cd e mp3, consumando chilometri per andare a cantare, insieme, quelle stesse canzoni. Sono 25 anni, una sorta di nozze d’argento, che queste canzoni ci donano l’entusiasmo e l’orgoglio di continuare a seguirlo e ad ascoltarlo.

Io canterò di città in città,
cercando sempre i tuoi occhi
e ti sorriderò.
Io volerò sopra questa realtà
e non saremo mai vecchi
e non ti perderò.

[10 anni]

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