Quella gente di cui faremmo volentieri a meno

Fanno rabbia le parole – “Quelle corone sono fatte con il culo” – pronunciate da Stefano Garatti, dirigente e supervisore dell’azienda ospedaliera di Desio e Vimercate, arrestato ieri nell’ambito dell’inchiesta che ha portato in carcere anche il consigliere regionale leghista Fabio Rizzi. Una vera e propria truffa ai danni dei cittadini che i magistrati definiscono come una “mortificazione della tutela della salute”. Da un lato, l’utilizzo di materiale odontoiatrico scadente per aumentare i profitti. Dall’altro, pazienti truffati e subdolamente indotti a utilizzare strutture private al posto di quelle pubbliche. Un sistema di corruzione che metteva a rischio la salute pubblica.

Fanno rabbia quelle parole, perché arroganti e volgari. E perché pronunciate – senza scrupolo alcuno – da parte di chi, invece, dovrebbe avere a cuore la salute di chi sta male.

Ieri, Roberto Maroni, presidente della Regione Lombardia e leghista di quell’ormai famoso, ahimè, slogan “Roma Ladrona” – di cui noi tutti ancora ricordiamo la cantilena – si è detto “incazzato”.

Caspita!, da brividi le esternazioni del governatore padano. Provi a immaginare, Maroni, quanto – invece – possano essere incazzate le persone che in bocca hanno “corone fatte con il culo”..

Ma questo è forse ciò che ci meritiamo noi tutti. Incapaci, ormai, di arrabbiarci e lottare affinché s’intraprenda un’altra strada. Più pulita. Fatta di gente onesta.

Sì, perché oramai è tutto chiarissimo.

Se non fai nulla, ti ritrovi – inevitabilmente – con questa gente. E giù a cascata tutto il resto fino ad arrivare al ragazzo che entra in classe senza nemmeno salutare il maestro.

Se fai battaglie, rischi di diventare un rompiscatole. Se denunci, nessuno ascolta.

E chi va avanti? Quello che “le corone le fa con il culo”..

Uno dei tanti. “Bella” gente di cui faremmo volentieri a meno.

Ti ritrovi, insomma, con queste persone. Ormai è normale. Ormai fanno parte dell’arredamento. Sono seduti accanto a te in pizzeria e non ci fai più caso. Ti abitui alle loro facce. E ti abitui sempre di più all’abitudine. Il politico che ruba, l’allenatore che bestemmia e offende un bambino, la scuola che non educa.

Tutto sta venendo giù a cascata, era inevitabile che ciò accadesse. Era prevedibile. Non bisognava essere maghi per capirlo. Il ragazzo maleducato che entra in classe senza nemmeno salutare non è altro che il frutto di una semina volgare, menefreghista e omertosa andata avanti per anni e anni.

Ti ritrovi, poi, con questa gente. Che frega l’ultimo spicchio di cielo rimasto. Attenzione però, perché se qualcuno ancora non l’ha capito “l’ultimo spicchio di cielo” è veramente l’ultimo.

Riccardo Sanna

rizzi-maroni

 

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