Franchi tiratori a destra, mentre proprio la destra annunciava una débacle a sinistra. Matteo Renzi più furbo di quel Berlusconi che noi tutti abbiamo conosciuto come il furbo “Number One” degli ultimi venti anni italiani. Grillini attaccati ad Imposimato, Leghisti ad un improbabile Vittorio Feltri. Tutto ed il contrario di tutto ci ha fatto sorbire il nostro caro Parlamento. Schede bianche ed altre con nomi quali: Magalli, Razzi, Casini, Rodotà e chi più ne aveva più ne metteva. Tutti d’accordo però sulla serietà di Sergio Mattarella. Ok, ma molti non lo hanno votato (Mattarella) perché Matteo Renzi aveva sbagliato metodo. Ossia, il nome era buono ma Matteo aveva sbagliato decisamente metodo! Caspita, non ne va mai bene una in Italia. Hai un fuoriclasse con una tecnica stratosferica, ma sbagli tattica. Hai un giocatore da fare schifo, ma tatticamente sei perfetto. Sembrava, a sentirli parlare durante le molteplici interviste televisive pre-elezione, che stessero tutti in un grandissimo asilo nido: “Lui è brutto!”, “l’altro è cattivo!”, “il nome mi piace come la Nutella, ma questo suo metodo è da birbantello!”. Tira tu di qua che io tiro di là, una sorta di gita “mattarella” con alcuni bambini capricciosi a farsi la linguaccia, mentre altri cercano di fregare il panino ad altri. Quel pasticciaccio per il Quirinale. Ovvero, l’Italia di oggi..

Riccardo Sanna.

quir

 

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