5765185152_00861cbf7eQuesta la sintesi di quanto accaduto nel fine settimana scorso, tra la Rai e la Ferrari, durante l’ultimo Gran Premio: “Bernie Ecclestone, patron della Formula 1, litiga con Maurizio Arrivabene della Ferrari e, di conseguenza, ordina alla regia dell’Hungaroring, il Gran Premio di Ungheria, di inquadrare le Rosse il meno possibile. Solo che Sebastian Vettel si vendica dominando la gara e vincendo. La tesi della predeterminazione nelle inquadrature è del telecronista della Rai Gianfranco Mazzoni, enunciata più e più volte nel corso del Gran Premio: «Tutto questo è vergognoso». Su Twitter si scatenano le reazioni, ma non tutte sono a favore del Cavallino e della Rai (Twitter)” [Corriere.it] Una polemica piuttosto inutile e marginale, fatta di interessi economici e di ripicche dove, in entrambi i casi, ognuno cura gli interessi propri. C’è però una nota, marginalissima ma comunque interessante, in tutta questa vicenda: il protagonista è Bernie Ecclestone, britannico. Certamente se tutto questo fosse accaduto in Italia staremo parlando, con i dovuti editoriali e commenti sapienti, di solita decadenza nostrana, poca professionalità mediterranea ed ennesima figuraccia italica, magari elevando a modello di riferimento proprio quell’Inghilterra da dove Ecclestone arriva. Forse uno dei problemi culturali maggiori italiani è proprio questo: un esotismo esasperato e infondato, dove tutto ciò che è diverso è buono e tutto ciò che è italiano non lo è.

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