Dana_Vulin-Revela-rostro-traje-compresionQuesta è una storia triste, ma che infonde speranza e suscita domande. “L’australiana 28enne Dana Vulin […] è stata figurata con dell’acido da un’altra donna, Natalie Dimitrovska. Nel febbraio del 2012, la Dimitrovska si è introdotta nella sua casa a Perth di nascosto, ha cosparso di benzina Dana, e le ha dato fuoco. La ragazza è stata subito avvolta dalle fiamme davanti all’aggressore e complice che ridevano davanti alla scena a cui assistevano. […] Dana però è sopravvissuta ed è stata costretta a sottoporsi a 30 operazioni chirurgiche. Per due anni, Dana ha anche portato una maschera che lasciava scoperti solo gli occhi e bocca. Nei giorni scorsi, davanti alle telecamere di Channel Seven, la giovane ha deciso di togliere la maschera e mostrare il suo volto ricostruito.” [Fonte: Blitz Quotidiano] Fortunatamente non stiamo piangendo una salma e il coraggio e la forza di Dana sono da esempio. Allo stesso tempo ci domandiamo perché questa vicenda, nei rari tg e giornali che ne hanno parlato, non è stata pubblicizzata, come accade spesso in questi casi, e strumentalizzata ai fini di chi sostiene esista un “problema femminicidio”. La risposta è semplice: la violenza su Dana è stata perpetrata da una donna, quindi in questo caso non era possibile far passare l’immagine dell’uomo cattivo che se la prende con le donne buone. I cattivi sono ovunque, maschi e femmine, non è una questione di sesso. Chissà perché in questo caso, il ragionamento sessista non viene applicato.

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