Quando i social fanno bene

twitter1Stiamo sempre a commentare ricerche e risultati di test in cui l’uso di social network è diventato un abuso della nostra libertà, privcay e umanità. Tanto volte il profilo digitale prende il sopravvento su quello reale, generando confusioni e più o meno subdole conseguenze. Ma ci sono anche casi, come quello che stiamo per raccontare, in cui la peculiarità di un social network può tornare molto utile. Ecco perché: “Twitter potrebbe rivelarsi utile per gli afasici, ovvero tutte quelle persone che hanno avuto compromessa la facoltà del linguaggio in seguito a ictus, attacchi ischemici e traumi cerebrali. Secondo i primi risultati di una ricerca dell’università australiana di Newcastle, i centoquaranta caratteri che si possono ‘cinguettare’ rappresentano un’unità di misura sufficientemente breve e semplice per essere più facilmente compresa ed espressa da chi ha perso la capacità di utilizzare il linguaggio. Il micro blog può così aiutarli a comunicare e riprendere confidenza con le parole, che diventano per loro inafferrabili. Le loro difficoltà verbali, inoltre, aumentano con discorsi più complessi, fatti di frasi e parole lunghe. Inoltre restituisce loro la possibilità di parlare in pubblico, visto che la comunicazione in questi casi, in quanto difficile, è in genere a due.” [Fonte: Ansa] Ma non è finita qui. La ricerca e lo studio proseguono: “La seconda fase dello studio si concentrerà sui vantaggi di formare le persone con disabilità linguistiche all’utilizzo di Twitter nel corso di un periodo di sei mesi.

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