imgresPublio Cornelio Scipione detto l’Africano, fu uno dei più celebri generali romani, nel II secolo a.C. quando le due superpotenze Roma e Cartagine si contendevano il dominio del “Mar nostrum”, da giovane affrontò gli eserciti cartaginesi in diverse occasioni e il cartaginese Annibale, a Canne sull’Ofanto, riuscì ad infliggere ai romani una delle più gravi sconfitte della storia. Dopo Canne, il senato reagì arruolando nuovi soldati, progettando l’invasione della Spagna per privare Cartagine delle importanti risorse di quel territorio. Solo due anni dopo, Scipione ebbe l’opportunità di prendersi una rivincita e con una straordinaria dimostrazione di comando, nel 209 a. C con un colpo di mano, riuscì a prendere la piazzaforte di Nuova Cartagine, oggi Cartagena che fino allora era ritenuta imprendibile. Il comando delle truppe puniche in Spagna era di Asdrubale, fratello di Annibale e affrontò Scipione alla battaglia di Baecula e fu sconfitto: dopo l’affermazione, Scipione, nei confronti degli abitanti del posto, si comportò con saggezza, liberando i prigionieri indigeni, ingraziandosi così le popolazioni ispaniche. Scipione a seguito dell’enorme popolarità conquistata in Spagna, fu eletto console nel 205 e a trent’anni d’età sbarcò in Africa, l’attuale Tunisia, nonostante fosse lontano dalle sue basi di rifornimento, con il mare di mezzo, nel 203 a.C. attaccò all’improvviso l’avversario con tutte le sue forze disponibili e con una manovra geniale, riuscì ad accerchiare la fanteria punica e a sconfiggerla definitivamente. Cartagine si arrese senza condizioni, Roma rimase l’unica superpotenza nel Mediterraneo e a seguito di questa vittoria, i romani riuscirono ad ottenere una grossa cifra di danni di guerra. Parte di quel denaro non arrivò mai a Roma, perché fu usato per pagare le truppe, allora in Senato i conservatori, avversari degli Scipioni, colsero l’opportunità per attaccarli e li accusarono di corruzione e di sottrazione di denaro pubblico. L’onore dell’Africano ne uscì distrutto, il vincitore di Cartagine si ritirò a Literno in Campania, dove morì e si fece seppellire: nel lasciare il suo popolo e la sua terra, proferì le seguenti parole ”Ingrata Patria, non avrai le mie ossa”.
Rino R. Sortino

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Author: Rino Sortino

Giornalista e opinionista televisivo, nel passato ha partecipato in qualità di opinionista a trasmissioni quali "passione sport" presso lazio tv e gold tv

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