Scarpette rosse

Anche se in tono minore, vista la situazione d’emergenza che si sta vivendo in Italia a causa del Coronavirus, la Giornata Internazionale della Donna che è in programma per l’8 marzo, vuole mettere in evidenza la drammatica situazione delle vittime assassinate nel nostro paese. Infatti è uscito il rapporto Istat 2020, pubblicato il 5 marzo, che mette in risalto gli omicidi accaduti nell’anno 2018. Secondo l’analisi di rilevazione degli statistici italiani, il numero delle donne assassinate non è diminuito, ma è stabile. Analizzando nel dettaglio  fatti, si è messo in evidenza che su 133 donne vittime di femminicidio nell’anno 2018, più del’80% è stata uccisa da una persona conosciuta. Ed in particolare il 54,9% delle vittime ha avuto come proprio killer un partner o un ex partner. E andando a disaggregare questi dati, 63 donne, che rappresentano il 47,4%, sono state vittime del convivente attuale nel momento dell’accaduto, mentre 10, con la percentuale del 7,5%, dal precedente. Ancora si mette in evidenza il 24,8%, ossia 33 appartenenti al genere femminile morte per mano di un partente. Ultimo dato è quello del 12,5% di ignoti autori del crimine commesso. Leggendo i dati invece degli assassini, si registra nelle statistiche che il 71,2% è il numero in percentuale dei mariti o degli ex mariti che hanno commesso il fatto sanguinario, una tendenza in crescita rispetto all’anno 2017. Una situazione che si è determinata anche in virtù del sempre maggiore contrasto che la magistratura e le forze dell’ordine hanno effettuato nei territori dove è presente maggiormente la criminalità organizzata. Sembra, almeno dei dati riportati nel rapporto, che gli anni Settanta e Ottanta gli assassinati per mano dei killer assoldati dai capi criminali un brutto è lontano ricordo. Infatti, i dati analizzati dal 1983 al 2018 nelle regioni della Calabria, Campania, Puglia e Sicilia, rilevano 6681 omicidi per mano delle organizzazioni criminali quali ‘ndrangheta, camorra, sacra corona unita e cosa nostra. Sono stati confrontati i numeri del quinquennio a cavallo degli anni novanta, considerato da tutti il più cruento, con circa 8 omicidi, mentre nel periodo temporale 2013 – 2017, il numero delle vittime per mafia sul totale generale si è attestato al 9,1% Nel 2018 il numero complessivo degli assassinati in questo settore è di 19, cifra molto bassa se si paragona agli anni passati. Si è analizzato anche il tasso di omicidi nell’anno studiato dagli esperti e c’è un sostanziale equilibro su scala geografica: il tasso nazionale corrisponde allo 0,57 ogni 100 mila abitanti. Su scala geografica si ripartisce la percentuale in questo modo: a 0,43 il valore per il Centro Nord, mentre per il Mezzogiorno 0,83. La Calabria detiene il triste primato per  quanto riguarda l’intero territorio nazionale, ma anche qui si registra un decremento del tasso, passando da 5,23 omicidi ogni 100 mila abitanti nel periodo 2010 – 2012 a 1,95 del 2016 – 2018.

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui