Tamptation Island

Qualche sera fa, su Canale 5, la trasmissione Temptation Island, seguita da circa 3 milioni di persone, ha mandato in onda il disgustoso sproloquio di uno dei partecipanti, che si vantava di esercitare un dominio psicologico sulla propria fidanzata. Con frasi del tipo “l’ho fatta cancellare dai social, niente palestre, amiche, niente“. Glorificando così un atteggiamento da bruto e la sottomissione della donna. Tutto questo senza che dallo studio della trasmissione tv arrivasse alcun contraddittorio, è stato un vero e proprio incitamento alla violenza sulle donne in diretta tv. Una donna, Diana, sicuramente colpita nel suo orgoglio di femminista, ha chiesto con uan petizione su Change.org delle sanzioni per chi propone questi programmi, ma forse sarebbe meglio non metterli proprio in onda, ma ormai la Tv è diventata generalista e molto degradata, perché se non si pronunciano parolacce, e purtroppo lo fanno anche le donne, non si “moderni”. Ma ecco il testo della petizione delle Donne democratiche milano metropolitana:

Il 16 settembre, su Canale 5, la trasmissioneTemptation Isand, seguita da 2.958.000 spettatrici e spettatori, ha mandato in onda il disgustoso sproloquio di uno dei partecipanti, che si vantava di esercitare un dominio psicologico pressoché totale sulla propria fidanzata. Il giovane uomo descriveva, nei particolari, le tappe dell’asservimento: la terra bruciata intorno alla ragazza, l’isolamento dalle amiche e dai familiari, la svalutazione della persona, fino alla costrizione fisica. Il tutto senza che dallo studio si interponesse un minimo di contraddittorio. In pratica un canale nazionale ha trasmesso l’autoglorificazione di un bruto. Dalla televisione pretendiamo una vigilanza che, in questa occasione non c’è stata,  e quindi  sanzioni per chi propone questi programmi e per chi li sponsorizza. Nel programma in questione abbiamo sentito pronunciare dal ragazzo frasi come “Ho il controllo sulla sua mente (della fidanzata). L’ho fatta cancellare dai socialniente palestre, amiche, niente“. Sono parole gravissime, che promuovono la cultura del possesso, della sopraffazione, della sottomissione a partire dell’isolamento della propria compagna. Un modello culturale che autorizza l’umiliazione della donna, una violenzapsicologica che può diventare violenza fisica e che ignora il rispetto e la dignità delle donne. Bisogna denunciare chi incita alla violenza, altrimenti si è complici di atteggiamenti violenti.”

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