Corden Pharma

La Corden Pharma di Sermoneta ha annunciato che potrebbero esserci 44 licenziamenti. La brutta notizia è stata confermata ai lavoratori dalla Filctem Cgil e dalla Uiltec Uil in seguito a una riunione che si è tenuta tra la direzione aziendale, le organizzazioni sindacali e le Rsu. Hanno spiegato Sandro Chiarlitti e Antonio Parente della Filctem Cgil e Luigi Cavallo della Uiltec Uil: “Sono passati tre mesi da quella riunione in prefettura  a Latina dove veniva presentato davanti alle istituzioni del territorio colui che avrebbe di lì a poco rilevato lo stabilimento di Sermoneta trasformandolo in un’eccellenza farmaceutica. Tutti noi quindi speravamo  speravamo di ricevere novità sullo stato di avanzamento dell’acquisizione che, sempre in quella riunione del 21 aprile scorso, a detta dell’ingegner De Rosa, si sarebbe dovuta concludere entro luglio. Invece le comunicazioni della direzione sono state altre e di ben altra natura. L’amministratore delegato dopo aver precisato che i conti economici del sito in merito alla tenuta del piano concordatario sono perfettamente in ordine e in linea con il piano stesso, ci ha anticipato l’imminente apertura della procedura di licenziamento collettivo per ben 44 unità. Inuiamo i risvolti che questa comunicazione avrà sui lavoratori, che avevano riversato nel cambio societario le proprie ragionevoli speranze di uscita da questa lunga e complicata crisi”. I sindacati si dicono pronti ad affrontare in maniera seria e responsabile la nuova procedura di licenziamento collettivo, facendo appello alla Regione Lazio per cercare possibili soluzioni al licenziamento. “Restiamo però perplessi di come, dal punto di vista del cocnordato, il tutto sia ancora in linea. Il piano industriale parlava di 6 milioni di new business nel 2022 e 12 milioni nel 2023. Francamente non abbiamo contezza se questo obiettivo sia stato raggiunto o se sia raggiungibile. E’ per questo che stiamo valutando la possibilità di richiedere al tribunale di Latina un approfondimento sullo stato del concordato, in quanto non è nostra intenzione sollevare dalle responsabilità di questa crisi l’attuale proprietà  tedesca, che ha beneficiato in questo periodo di molti milioni di euro da parte della collettività senza fino ad ora mettere in campo nulla”.

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