Processo Midal a Latina: gli accusati si accusano a vicenda

Protesta lavoratori ex Midal

Gli accusati sono stati l’uno contro l’altro,  Paolo Barberini e Rosanna Izzisi sono addebitati reciprocamente le responsabilità del fallimento Midalin una lunga udienza del processo che li vede imputati insieme al revisore contabile Sandro Silenzi, al presidente del collegio sindacale Sergio Gasbarra, al manager Ivo Lucarelli, ai sindaci Pietro Gasbarra e Stefano Pisanu, gli imprenditori Piero e Antonio Bova,  Giuseppe Piscina e al marito della Izzi Giacomo Pontillo per la bancarotta del gruppo alimentare. Nella mattinata del 25 giugno davanti al Tribunale presieduto da Gianluca Soana l’ex amministratore, assistito dagli avvocati Renato Archidiacono e Franco Coppi, si è sottoposto al controesame ribadendo quello che aveva detto nella precedente udienza vale a dire che  a decidere era sempre e comunque la Izzi nella sua veste di presidente del Cda: “Si era venuta a determinare una situazione di grave difficoltà finanziaria tanto che la banca minacciava di rivalersi anche sul patrimonio personale della Izzi ed essendo lei socio unico quest avrebbe avuto gravi conseguenze per l’intero gruppo”. Barberini ha spiegato di avere utilizzato il suo patrimonio a garanzia della società visto che era necessario trovare 5 miliardi di lire nel giro di pochi giorni. La Izzi, rispondendo alle domande del pubblico ministero Andrea D’Angeli, ha detto di non conoscere la contabilità della società:  “Mi fidavo e per questo firmavo i bilanci e ho scoperto all’ultimo che c’erano debiti per 5 milioni. I bilanci li preparava Barberini e io non ho mai visto i libri contabili né qualcuno me li ha mai spiegati”. L’udienza è stata aggiornata al 25 febbraio del prossimo anno per ascoltare i testi citati dalla difesa di Barberini. Il manager lo scorso anno aveva provveduto a risarcire i 59 ex lavoratori dei supermercati costituitisi parte civile nel procedimento e assistiti dagli avvocati Valentina Macor, Luigi Di Mambro e Guglielmo Raso.

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