Conferenza stampa

Ci sono stati i primi interrogatori in carcere a carico di sei degli arrestati nell’ambito dell’ operazione Touch & Go, che ha portato all’arresto nei giorni scorsi di 22 persone accusate a vario titolo di traffico di stupefacenti, possesso di armi e materiali esplodenti, minacce, violenza privata e lesioni, con l’aggravante del metodo mafioso. Sono stati ascoltati per primi i fratelli Domenico e Raffaele Scotto, entrambi originari di Secondigliano, quartiere di Napoli, considerati i vertici dell’organizzazione criminale che si era stabilita nel Sud Pontino, tra Formia e Scauri, per gestire le piazze di spaccio. Insieme a loro sono comparsi davanti al giudice anche Stefano Forte, Giovanni Nocella, Danilo Clemente e Giancarlo De Meo. Tutti però hanno scelto la strada del silenzio e si sono avvalsi della facoltà di non rispondere. L’operazione, che si è conclusa il 1° luglio, è stata condotta dai carabinieri della compagnia di Formia sotto il coordinamento della Dda di Roma, al termine di indagini durate oltre quattro anni grazie alle quali è stato possibile ricostruire le dinamiche criminali e le rotte della droga, soprattutto hashish, shaboo e cocaina, che arrivava dalla Spagna. Gli investigatori hanno parlato di un gruppo particolarmente potente e agguerrito, con legami con i clan di camorra campani, che in provincia di Latina era riuscito a scalzare gruppi criminali locali sostituendosi nella gestione del traffico di stupefacenti a suon di minacce e intimidazioni di fuoco.

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