Edwige Gioia – foto di Pietro Zangrillo

Dopo che è stata svolta la presentazione, con letture e omaggi musicali di un gruppo di ragazzi che frequentano il liceo musicale, l’autrice del libro “Monade” Edwige Gioia ha voluto riassumere in una breve intervista ciò che è stato detto in oltre novanta minuti abbondanti il contenuto di questo libro.

Con il suo nuovo libro, il terzo della sua produzione poetica Monade, Esempi antichi di donne ma an che altre sezioni come l’amore, il ricordo e quant’altro.

Si, al centro c’è ovviamente la figura femminile, la figura femminile che si va sempre più isolando nel suo mondo, tant’è vero che è rappresentata dal pèunto di vista poetica e filosofica nella figura della Monade, e che dentro si sente spesso mrire, però si sente più protetta, come in una corazza, rispetto agli attacchi esterni vivendo e isolandosi, con tutti i prò e i contro che ci sono. Ed è comunque una raccolta peina di speranza nei conformnti del futuro, la vita comuqnue c’è, con alti e bassi ma è meravigliosa, la natura ci consola, ci aiuta a vivere, e ci allevia dal male di vivere, che è comunque esperienza estremamente personale.”

Anche perché, all’inizio della presentazione, tu hai citato il fatto che è frutto anche del periodo che abbiamo vissuto, la pandemia che ci ha chiuso ma che, nello stesso tempo, ci spinge ad aprirci.

E’ vero, c’è un pò l’atmosfera del covid, della pandemia, perché in qualche modo ci ha impedito letteralmente di comunicare fisicamente con gli altri, ci ha impedito i sorrisi, gli abbracci, il contatto fisico. E questo ci è mancato, mi è mancato molto e credo che qualcosa di questo sia rimasto nella raccolta che è uscita nell’orttobre scorso, quindi alla fine di un periodo di pandemia, e poi l’ ho presentata solo adesso, per ovvi motivi, quando si sono un po’ allargate le maglie dei controlli.”

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