Prefetto Faloni il bilancio di tre anni di lavoro

Faloni

Il prefetto Pierluigi Faloni, nel giorno della sua conferenza stampa di saluto, sintetizza la sua lunga attività sul territorio pontino portata avanti negli ultimi tre anni alla guida di una “prefettura difficile” e di una provincia impegnativa: “Tre anni intensi, di lavoro duro, ma fatto con passione. Ho studiato con umiltà il territorio e ho poi condiviso con le forze dell’ordine una linea di azione in risposta alle domande della collettività. La società chiedeva legalità, affidandoci un fardello molto pesante. Per dare risposte ho cercato di volare alto perché solo andando in alto puoi guardare meglio le cose e renderti conto di quale terreno è bruciato e di quale non è bruciato ancora. Ma ho accettato il rischio di cadere”. Il prefetto Faloni ha parlato soprattutto dell’inaugurazione di un nuovo metodo, quello della condivisione, intorno a ogni problema e ogni emergenza del territorio. E a testimonianza di questo metodo ci sono i numeri: 84 tavoli tra comitati per l’ordine e la sicurezza e riunioni tecniche di coordinamento: “Al centro di tutto c’era il cittadino Per questa ragione, parlando di legalità, abbiamo voluto agire soprattutto sulla cultura, perché la legalità non è una vuota definizione ma un processo di vita. Siamo andati nelle scuole promuovendo questo concetto tra i bambini ed è stato sorprendente”. I numeri sono anche quelli che indicano i servizi delle forze dell’ordine condotti in questi ultimi tre anni: 195mila posti di controllo sulle strade, 660mila mezzi controllati, 620mila persone identificate, 20mila tra arresti e denunce: “E i risultati  hanno riguardato l’intero territorio, da nord a sud della provincia, e tutte le forze dell’ordine”. Faloni lascia la provincia pontina con un unico rimpianto: “Quello di aver lavorato troppo e di non aver potuto mai godere delle bellezze del territorio”.

 

 

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