Nasrin Sotoudeh

Dall’Iran è arrivata la notizia della scarcerazione in libertà provvisoria dell’avvocatessa e attivista per la difesa dei diritti umani la signora Nasrin Sotoudeh, che il governo iraniano le ha concesso di usufruire della libertà provvisoria dal carcere. La legale è stata incarcerata due anni fa essendo stata accusata dei reati di spionaggio e di propaganda contro la Repubblica Islamica dell’Iran. In questo tempo ha subito un processo che le organizzazioni internazionali, Amnesty International in testa, hanno definito fin da principio “ingiusto e arbitrario”. Anche dal carcere la famosa legale ha voluto difendere le persone che sono private nel suo paese dei diritti civili più elementari. Nasrin Sotoudeh. Infatti ha fatto uno sciopero della fame, durato sei settimane, per protestare per le condizioni disumane dei detenuti politici nelle prigioni iraniane. E’ stata ricoverata in ospedale, ma è sta adimessa senza però ricevere cure appropriate. Il marito di lei, Reza Khandan, ha fatto sapere all’agenzia di stampa iraniana Mizan che sua moglie “è uscita con un permesso temporaneo sutorizzato dalla prigione femminile”. Nonostante la concessione della libertà provvisioria per impedire il sovraffollamento delle carceri, anche per evitare il proliferarsi del coronavirus. Infatti 100 mila carcerati sono stati liberati e posti in libertà provvisoria, ma in questa misura adottata dalle autorità governative sono stati esclusi i prigionieri politici. La legale 57enne è una convinta attivista per la difesa dei diritti umani più conosciute in Iran. Nel 2012 è stata insignita del prestigioso riconoscimento del premio Sakharov. L’avocatessa si è battuta nelle aule del tribunale per difendere le donne contro la pena di morte e contro l’imposizione del velo, ma è stata condannata a 38 anni di custidia cautelare per propaganda contro lo stato islamico e per spionaggio. Anche la figlia di Nasrin, Mehraveh, 20 enne, sta combattendo a sua voilta, sulla scia dell’esempio materno, ma è stata arrestata e in seguito rilasciata con l’accusa di aver aggredito una guardia penitenziaria. Anche le Nazioni Unite sono intervenute a difesa della donna. Una visita dell’Alto Commissario per i diritti civili, Michelle Bachelet, ha fatto rilevare come la maggior parte delle persone sono abitrariamente detenute nello stato dell’Asia centrale. La stessa Bachelet ha mostrato preoccupazione per le sorti dell’avvocatessa con queste parole: “Sono molto preoccupate di sapere che la vita di Nasrin Sotoudeh è in pericolo”. Ed ha esortato il governo iraniaro al suo rilascio immediato.

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