Turista

La questione è molto seria: chi si è trovato a dover rinunciare ad un viaggio già programmato, si è visto consegnare un voucher, ma che non garantisce affatto la restituzione effettiva del servizio acquistato, perché per utilizzarlo deve necessariamente esserci un altro acquisto. Per tutelare i consumatori, Confconsumatori chiede che i viaggi non effettuati vengano rimborsati e non trasformati in voucher. Ecco dunque la petizione dell’associazione pubblicata su Change.org: “Il voucher al posto del rimborso in denaro, oltre che non condivisibile, è oggettivamente ingiusto perché non garantisce al consumatore la restituzione effettiva del servizio acquistato. Infatti, nel momento in cui il turista sceglierà di utilizzare il voucher per l’acquisto di un nuovo pacchetto turistico, di un titolo di viaggio o di un soggiorno si potrebbe trovare di fronte ad unalievitazione dei prezzi, che lo costringerebbe ad un ulteriore esborso per garantirsi un servizio di qualità equivalente a quello annullato. Per tali motivi il voucher, a prescindere dalla brevità della durata di un anno, è una soluzione del tutto ingiusta di per sé. Confconsumatori chiede la modifica delle attuali previsioni legislative con l’introduzione della possibilità per il consumatore di ottenere il rimborso in denaro.”

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