Patrick Zaki

Da oltre un anno, Patrick Zaki è tenuto prigioniero in Egitto con delle accuse false. Patrick è privato della libertà e l’opinione pubblica italiana si è fatta sentire per dare la cittadinanza onoraria a questo giovane ricercatore che tanto ama l’Italia. Città come Bologna, Milano e Napoli hanno già fatto quanto in loro potere: gli hanno concesso la cittadinanza. E la stessa cosa vogliona fare a Roma, chiedendo in una petizione al sindaco Virginia Raggi di fare la sua parte dando la cittadinanza a Patrick Zaki. Un dovere morale da parte della Capitale, per contribuire alla liberazione di un ragazzo innocente.  Ecco il testo della petizione:

Ci rivolgiamo direttamente alla Sindaca Virginia Raggi, come rappresentante della comunità cittadina di Roma, per chiedere di raccogliere l’appello che proviene da vasti settori dell’opinione pubblica in favore di Patrick Zaki, giovane ricercatore dell’Università di Bologna, impegnato in importanti iniziative a favore dei diritti umani, arrestato il 7 febbraio 2019, non appena atterrato all’aeroporto del Cairo, con l’accusa di aver istigato al rovesciamento del Governo, di aver pubblicato notizie false con l’intento di disturbare la pace sociale, di aver utilizzato i social network per istigare alla violenza e al terrorismo.

Successivamente al suo arresto, Patrick è stato trasferito nel carcere di Tora, dove è tuttora detenuto. Secondo quanto hanno riferito i suoi legali e l’Egyptian Iniziative for Personal Rights – organizzazione egiziana impegnata dal 2002 per la protezione dei diritti e delle libertà fondamentali – Patrick è stato minacciato, picchiato, torturato e sottoposto ad elettroshock.

Dal momento dell’arresto è trascorso oltre una anno e Patrick si trova ancora privato della propria libertà personale, senza aver avuto la possibilità di difendersi in un regolare processo, mentre i giudici egiziani continuano periodicamente a rinnovare la custodia cautelare in carcere.

Patrick ama l’Italia, voleva vivere nel nostro Paese, conoscere la nostra storia e la nostra cultura, formarsi nelle nostre università. La sua storia ci riguarda tutti, rinnova il dolore e l’indignazione per l’assassinio – tuttora impunito – di Giulio Regeni e ci ricorda come in Egitto vengano repressi con la violenza il dissenso e la libertà di espressione.

Alla luce di questa terribile situazione e nel tentativo di esercitare pressioni su chi oggi ha la responsabilità e il compito di provare a salvare la vita di Patrick, sarebbe un atto doveroso, significativo e dal forte impatto concedere a Patrick Zaki la cittadinanza onoraria di Roma Capitale, come già hanno fatto Bologna, Milano, Napoli, Firenze, Bari ed altri settanta Comuni, sulla base del presupposto che ciò testimoni il riconoscimento dei valori di libertà di studio, libertà di pensiero e libertà di espressione propri della nostra democrazia e delle nostre istituzioni repubblicane.

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