Petizione di Franco Arnaboldi pubblicata su Change.org

Foto

 Franco Arnaboldi ha voluto combattere ma ha perso, subendo una ingiustizia, pertanto ha voluto mettere su Change.org la sua rabbia facendo una petizione:

“mi chiamo Franco, ho 78 anni, faccio l’agricoltore e da 40 anni lotto da solo contro una grande ingiustizia. Lo Stato mi ha devastato tutto ingiustamente: la mia azienda, la mia casa, la mia vita. Nel lontano 1980 lo Stato espropriò e devastò la mia azienda agricola per costruirvi la superstrada Aurelia.  L’esproprio fu poi giudicato illecito dal tribunale. Sono passato poi attraverso una vera e propria odissea giudiziaria: 4 gradi di giudizio – per ben 2 volte in Corte di Appello a Firenze – da cui son sempre uscito vincente. Tuttavia non solo non ho mai ottenuto un risarcimento ma sono stato costretto a pagare le spese processuali: costi altissimi che mi hanno letteralmente spogliato di ogni risorsa. Nel 2007 presentai ricorso alla Corte Europea dei Diritti dell’Uomo: in tale sede nel 2013 lo Stato italiano, messo alle strette, chiese alla Corte di sospendere il mio ricorso in atto perché intendeva propormi una trattativa extra giudiziale. Una proposta che a distanza di 6 anni non ho ancora ricevuto. Quando tutto questo è iniziato avevo 39 anni ora ne compio 78. Una vita dannata tutta dedicata a rincorrere la giustizia e un sacrosanto risarcimento subendo invece vicissitudini di tutti i generi, paradossali e allucinanti che sto descrivendo a puntate sulla mia petizione qui su Change.org. Pochi giorni fa, lo scorso 14 marzo, finalmente, la Corte Europea dei Diritti dell’Uomo ha emesso sentenza condannando lo Stato italiano a risarcirmi per l’illecito usurpativo. Meglio tardi che mai, certo, anche se mi pende sul capo il rischio e l’eventualità che lo Stato possa ricorrere e chiedere il riesame alla Grande Camera nel tentativo di ritardare ulteriormente il risarcimento dovuto. Per questo chiedo a tutti voi la massima solidarietà e di unirvi al mio appello firmando numerosi: affinché io possa ottenere finalmente giustizia e la fine di questo calvario. Vi ringrazio di cuore.”



Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *