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Rubinetto

Una denuncia circonstanziata che la consigliera regionale dei Cinque Stelle Gaia Pernarella ha depositato in Procura per elencare le malefatte della società Acqualatina durante la crisi idrica di questa estate. Ecco cosa ha scritto. “A partire dalla fine di maggio 2017, Acqualatina S.p.A. ha interrotto la distribuzione di acqua potabile (o ne ha ridotto la pressione della relativa erogazione), nei comuni di Formia, Gaeta, Castelforte, Vallecorsa, Minturno, Santi Cosma e Damiano, Spigno Saturnia, Fondi, Sperlonga, Priverno, San Felice Circeo, Maenza e Roccagorga, creando gravi e preoccupanti disservizi all’utenza. E’ di imprescindibile e vitale importanza sottolineare che la situazione di cui sopra non può, strumentalmente, essere (esclusivamente) giustificata alla luce della (sia pure notevole) siccità, che ha caratterizzato gli ultimi mesi, sostenendo che venga in rilievo una causa sopravvenuta, eccezionale ed imprevedibile, idonea ad interrompere l’eventuale nesso causale tra gli eventi dannosi e quella che potrebbe essere una condotta illecita, sia dal punto di vista penale che civile, del gestore unico Acqualatina S.p.A..Ed invero, sia l’Autorità per l’Energia Elettrica, il Gas ed il Sistema Idrico (con indagine estesa ai vari ambiti ottimali delle plurime realtà geografiche italiane) che alcune associazioni ambientaliste (a livello regionale) hanno sottolineato gravi e preesistenti perdite di rete. Le predette perdite parrebbero dovute alla scarsa manutenzione delle infrastrutture idriche, per cui sarebbe interessante (oltre ad appurare se quanto precede corrisponda a verità) indagare come siano state, concretamente, utilizzate, negli anni, le risorse finanziarie all’uopo stanziate nei Piani d’Ambito ex art. 149 D. Lgs. n. 152/2006 o simili. Sui temi di indagine di cui sopra, rimarcando che, nell’ambito della  Provincia di Latina, le dispersioni idriche hanno raggiunto la soglia del 68%, sono state depositate interrogazioni consiliari e inoltrato numerosi accessi agli atti, senza, però, ottenere le dovute risposte chiare, esaustive ed univoche, il che mi ha indotto, da ultimo, a tutela della popolazione locale coinvolta, a rivolgermi alla procura di Latina, auspicando che un’indagine giudiziaria possa far luce sulle cause (dai possibili risvolti penali) dei continui disservizi che colpiscono gli utenti del servizio idrico integrato, costretti a sostenere i costi di tariffe idriche molto più elevate, rispetto a quanto avviene nel resto d’Italia.”

 

 

 

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