Per non dimenticare l’Olocausto: nota della sezione A.N.P.I. di Formia

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L’A.N.P.I. di Formia ha scritto un comunicato per ricordare l’Olocausto che è la tragedia di oltre 6 milioni di ebrei morti a causa ella persecuzione nazista in tutta Europa. Ecco quello che ha scritto il direttivo di Formia, dal titolo “Per non  dimenticare”:

“Ricordare l’olocausto. Oggi ancor di più davanti al sorgere di nuovi campi di concentramento.

Il Giorno della Memoria – istituito con legge n. 211 del 20 luglio 2000 – ha lo scopo di “ricordare la Shoah (sterminio del popolo ebraico), le leggi razziali, la persecuzione italiana dei cittadini ebrei, gli italiani che hanno subìto la deportazione, la prigionia, la morte, nonché coloro i quali, anche in campi e schieramenti diversi, si sono opposti al progetto di sterminio, e a rischio della propria vita hanno salvato altre vite e protetto i perseguitati”; ricorda anche quel giorno del 1945, quando i soldati dell’Armata Rossa abbatterono i cancelli del campo di sterminio di Auschwitz, liberarono i pochi sopravvissuti e rivelarono al mondo l’orrore premeditato e pianificato messo in atto dalla follia nazifascista.

Quel piano portò all’olocausto di milioni di ebrei, all’eliminazione di quanti venivano considerati “diversi”, omosessuali, oppositori politici, disabili, zingari, rappresentando una delle pagine più buie della storia del nostro pianeta.

L’Italia non è stata estranea a quel piano: ha contribuito con l’emanazione delle famigerate leggi razziali, preludio delle persecuzioni e dello sterminio di cittadini italiani di origine ebraica con rastrellamenti e deportazioni, di cui quello più tragico del 16/10/1943 nel ghetto di Roma.

Anche l’Italia, ha avuto i suoi campi di concentramento, tra cui ricordiamo quello della Risiera di San Saba.

Mantenere viva la memoria rappresenta il miglior antidoto contro il rischio che si ripetano le tragedie che hanno segnato la storia.

Oggi più che mai, quando vediamo campi di concentramento oltre le rive del Mediterraneo, dove gli uomini vengono torturati e detenuti in condizioni disumane e le donne schiavizzate e stuprate.

Oggi più che mai, quando i governi europei chiudono i porti e costringono i naufraghi soccorsi in mare a prolungare la loro odissea in balia delle onde in attesa di un porto sicuro.

Oggi più che mai, quando in Italia viene applicato il Decreto Sicurezza, profondamente razzista, che interviene sul fenomeno migratorio cancellando le garanzie costituzionali e alimentando, con false promesse la guerra tra poveri.

Oggi più che mai, di fronte a questo nuovo dramma disumano abbiamo il dovere di appellarci al rispetto della Costituzione che, nell’articolo 10, fissa il principio giuridico, di valore internazionale, cardine della protezione umanitaria dello straniero e dell’asilo politico del perseguitato nella sua patria per ragioni razziali, religiose e politiche.

ORA E SEMPRE RESISTENZA!”

 A corollario di questa nota c’è anche una poesia scritta di Ilda Curti:

Quando questo orrore finirà

(perché finirà)

si faranno musei e nelle teche ci saranno

scarpe, lettere, piccole foto tessera,

ciocche di capelli, mucchi di vestiti lacerati.

E ci saranni classi di scuole

(perché ci saranno)

che si chiederanno come è stato possibile.

E ci saranno superstiti che racconteranno

se questo è un uomo.

E ci saranno quelli he volteranno lo sguardo

per la vergogna.

E taceranno.

E diranno che avevano ubbidito agli ordini.

E ci saranno coloro che hanno avuto

il coraggio di disubbidire

che torneranno ad alzare gli occhi.

 E ci saranno nipoti che chiederanno ai nonni

da che parte stavano.

E ci saranno nonni, pochi,

che risponderanno con verità

“stavo dalla parte dell’umanità”.

E ce ne saranno altri

che abbasseranno gli occhi

 e non risponderanno.

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