PER ANSIA, DEPRESSIONE E ALTRE PATOLOGIE C’E’ LA CAVERNA VIRTUALE

imgres La caverna virtuale è l’ultima frontiera di metodologia per vincere lo stress, il panico, vari disturbi alimentari, ma anche per la riabilitazione post ictus, per le fasi iniziali della demenza degli anziani e per malattie come il Parkinson. Nell’Istituto Auxologico di Milano ci sono due caverne virtuali, stanze concepite dove potersi immergere per curare differenti disturbi psicologici e patologie fisiche. Ogni stanza è ad altissima tecnologia, sulle pareti ci sono enormi schermi dove vengono proiettate immagini ad alta definizione, si mostrano scenari diversi, dal supermercato al bar, dall’isola esotica all’edicola, da un qualunque ambiente esterno fino agli interni di una casa con tutte le stanze di una normale abitazione. La terapia consiste nell’immergersi nella realtà virtuale, riproducendo fedelmente diversi tipi di ambiente, ciò permette simulazioni di vita quotidiana in un ambiente controllato. Si può imparare di nuovo a fare la spesa, a cucinare, a muoversi fra le mura domestiche, sono possibili inoltre, esercizi per incentivare la memoria per il recupero delle capacità cognitive, Il paziente comincia con un colloquio con uno psicoterapeuta per identificare le problematiche sulle quali occorre lavorare, nella caverna utilizzando occhiali 3D simili a quelli che s’indossano al cinema, possono essere create virtualmente situazioni stressanti in modo che il paziente impari a gestirle con la protezione e l’aiuto di uno specialista, ma possono essere proposti anche ambienti rigeneranti come un laghetto di montagna o un’isola tropicale per indurre e facilitare il rilassamento. Lo scopo è quello di aiutare il paziente a percepire meglio il proprio corpo e dominare le emozioni, soprattutto ansia e depressione, spesso alla base dei disturbi alimentari, nella caverna si possono anche eseguire anche esercizi di rilassamento che aiutano a tenere l’ansia sotto controllo e a vincere gli attacchi di abbuffata compulsiva. Di solito il paziente indossa bio-sensori che servono a medici e psicologi per monitorare la sua pressione arteriosa, la frequenza cardiaca, la sudorazione e altri parametri ed avere una percezione precisa di quello che sta accadendo al soggetto. Può essere anche modificato l’ambiente, ad esempio il flusso e la velocità di una cascata virtuale può essere rallentato o accelerato in base alle reazioni del paziente: generalmente si fanno da 10 a 20 sedute di circa 60 minuti ciascuna, colloqui con lo psicologo compresi.
Rino R.Sortino

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