pedopornografiaSembra che qualcuno si stia muovendo contro la pedopornografia e il suo dilagare in rete: “I colossi del web si schierano contro la pornografia infantile. Facebook, Google, Microsoft, Twitter e Yahoo stanno lavorando con la Internet Watch Foundation (Iwf), che si occupa di abusi su minori, per adottare una tecnologia in grado di identificare e bloccare immagini pedopornografiche online. La tecnologia di Iwf etichetta tali immagini con codici che funzionano come un’impronta digitale. Una volta implementata, consentirà di scovare le foto e impedirne la pubblicazione si siti e social. Le impronte digitali assegnate dagli analisti della Iwf ad immagini non appropriate permetteranno alle cinque compagnie di rimuovere questi contenuti in modo tempestivo, di bloccarne la pubblicazione e la condivisione.” [La Stampa] Davvero lodevole. Ma cosa accadrà quando la pedofilia diventerà il cavallo di battaglia (l’ultimo in ordine di tempo) dei progressisti di ogni tipo, per ora ignari che quella sarà la prossima discriminazione contro la quale, logicamente secondo la loro ideologia, scagliarsi? A cambiare tecnologia e accordi ci vuole poco, ma forse ai grandi colossi del web non conviene prendere posizione in questo senso; campagne mediatiche contro di loro potrebbero essere economicamente controproducenti. C’è da essere poco tranquilli e sicuri sulle reali motivazioni morali di queste aziende.

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