Santo Stefano a Ventotene

C’è stata un’ulteriore accelerazione  nell’ambito del progetto di restauro e valorizzazione dell’ex carcere borbonico dell’isola di Santo Stefano. Pochi giorni dopo la riunione del Tavolo istituzionale permanente del 4 giugno scorso il commissario straordinario governativo Silvia Costa si è recata sull’isola dove ha incontrato il sindaco di Ventotene Gerardo Santomauro, i consiglieri comunali, la Direzione della Riserva Marina e anche gli operatori, per dare, dopo tre anni di fermo, il via concreto, ai lavori di messa in sicurezza per la manutenzione straordinaria dell’ex carcere borbonico, compresi le cisterne romane, l’area del cimitero, le strade, i sentieri e gli approdi. Si cerca in questo modo di stringere i tempi del crono-programma allegato all’Accordo operativo, finalmente firmato da Mibact e Invitalia lo scorso 3 giugno, che prevede di bandire entro gennaio 2021 la gara per l’affidamento dei lavori. “Da domani (martedì 16 giugno), inizieranno sull’isola di Santo Stefano leindagini e i rilievi dei tecnicidi Invitalia e della Soprintendenza per i Beni Culturali, in vista della progettazione dei lavori di messa in sicurezza e di fattibilità dell’intera struttura carceraria e degli approdi” dichiara il commissario Silvia Costa, dopo un ulteriore sopralluogo effettuato al carcere borbonico di Santo Stefano, insieme al sindaco Gerardo Santomauro, all’assessore Francesco Carta, al direttore della Riserva, Antonio Romano, e allo staff commissariale. Ho voluto venire a Ventotene immediatamente dopo l’approvazione del Piano operativo per i lavori di messa in sicurezza e l’avvio dello studio di fattibilità, approvato dal Tavolo Istituzionale il 4 giugno scorso. E’ stata anche un’occasione per confrontarmi con i rappresentanti del Consiglio comunale, la direttrice del Museo della Migrazione ed Osservatorio Ornitologico, Sara Riello, nonché con le diverse associazioni. Nelle prossime settimane, intendo ritornare per incontrare tutti i soggetti interessati allo sviluppo di questo progetto che deve essere partecipato ed inclusivo”.  Saranno interessati dai lavori l’intero edificio dell’ex carcere, i due torrioni dell’800, le celle e anche i contrafforti. Si prevede la manutenzione delle aree pubbliche, rendendo accessibili tutti gli spazi per i lavori, per le visite e per i cantieri didattici. Il restauro riguarderà anche la gendarmeria del reclusorio, che costituirà un punto di accoglienza per i visitatori e sarà sede di laboratori. Un gruppo di lavoro è già impegnato al ripristino dell’approdo principale, quello della Marinella, anche se si valuteranno le condizioni per crearne altri due secondari. Tante le idee ed i progetti collaterali in cantiere, in collaborazione con partner nazionali ed internazionali per valorizzare e rendere fruibile anche dalle giovani generazioni, un luogo come questo, ricco di identità e di memoria, di libertà e di futuro per l’Europa intera.

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