Ex centrale

E’ partita la demolizione degli schermi che avvolgono i generatori di vapore – o boiler – dell’edificio reattore della centrale nucleare di Borgo Sabotino nella mattina del 4 agosto. Sono i lavori di demolizione delle strutture in calcestruzzo armato che isolavano dall’esterno le condotte superiori di collegamento fra i sei boiler e l’edificio reattore. Il percorso che porterà da qui a gennaio 2021, data prevista della fine dei lavori, è stato illustrato dal responsabile Sogin della disattivazione dell’impianto pontino Agostino Rivieccio:  “Questo intervento rappresenta un passaggio significativo per il decommissioning della centrale che avvia, di fatto, le attività di smantellamento dell’edificio reattore”. Ogni schermo è costituito da due parti: un elemento superiore orizzontale, collegato all’edificio reattore, di circa 145 tonnellate, e uno inferiore verticale, in uscita dai boiler, di circa 50 tonnellate. I lavori di demolizione produrranno complessivamente circa 1200 tonnellate di materiale che, dopo gli opportuni controlli radiometrici, saranno allontanate dal sito e inviate a recupero. La tecnica adottata da Sogin – società pubblica responsabile del decommissioning degli impianti nucleari italiani e della gestione dei rifiuti radioattivi – per loro rimozione degli schermi è la demolizione controllata con taglio in quota, a circa 50 metri di altezza, mediante disco diamantato, e la successiva movimentazione a terra dei blocchi sezionati, di circa 2 tonnellate ciascuno, con una gru a torre appositamente installata. In seguito è previsto il trasferimento dei singoli blocchi in un’area attrezzata per separare il ferro dal calcestruzzo. L’intervento partito oggi è destinato a cambiare in maniera considerevole lo skyline della costa pontina che ormai dal 1963, anno nel quale fu ultimata e iniziò a funzionare la centrale di Borgo Sabotino, era caratterizzato dalla sagoma dell’edificio. E’ previsto un abbassamento della struttura di 15 metri, dagli attuali a 38 metri. Il costo dell’intera operazione ammonta a circa 280 milioni di euro. All’avvio dei lavori era presente anche il sindaco Damiano Coletta: “E’ un momento importante  che conferma e dà forza al percorso di sostenibilità di Latina. Recupereremo uno skyline naturale, ma è soprattutto una tappa importante verso un futuro migliore, per noi, i nostri figli e i nostri nipoti. E un grazie a società come la Sogin che stanno svolgendo un ruolo fondamentale:”

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