Parco non più intitolato a Mussolini dal 1943. Il Sindaco: abbassare i toni

Cartello

Un Parco che si può dire della discordia: infatti l’oggetto è il principale parco cittadino di Latina, “intitolato” ad Arnaldo Mussolini fratello del Duce. La nuova Amministrazione comunale ha proposto di dedicare l’area verde ai magistrati Giovanni Falcone e Paolo Borsellino nell’anno in cui cade il 25esimo anniversario della loro tragica morte per mano mafiosa. La città si è divisa, la politica ha gridato allo scandalo. Ma c’è un errore di fondo: quel parco non è mai stato intitolato ad Arnaldo Mussolini. O meglio: lo è stato dal 1938 al 1943, quando dopo la caduta del Duce il Podestà cambiò quel nome in Parco Comunale. Decisione ribadita anche nel 1951 con una apposita delibera di consiglio comunale. Dunque? Si discute di un nome che non esiste.Anche per questo il Sindaco Damiano Coletta invita tutti ad abbassare i toni. Ha spiegato il Primo Cittadino di Latina :  “Credo sia stata fatta una polemica strumentalizzata, qui nessuno vuole negare la storia ma c’è la volontà di avere coerenza Avverto la necessità di dedicare questo parco a Falcone e Borsellini in questo 2017 in cui cadono i 25 anni dalla morte, una esigenza che sento essere di tanti cittadini. Abbiamo appurato che il nome di Arnaldo Mussolini, oltre a non far parte della storia di Latina, non risulta neanche dagli atti. Non c’è alcuna negazione ideologica, né la volontà di andare contro nessuno. Impostare il discorso con toni strumentali e violenti a mio avviso è sbagliato e pericoloso. A chi mi accusa di voler fare revisionismo della storia rispondo che a me sembra più una mancanza di coerenza”. Coletta ribadisce di non voler negare la storia: “Anzi, io la voglio affermare. Si può discutere di tutto, ma coi toni giusti e nelle giuste sedi. Non è il Sindaco che decide, c’è una commissione toponomastica ed un organismo sovracomunale chiamato a valutare le proposte (L’istituto Nazionale di Storia Patria, ndr). Mi fa pensare come ci si indigni su un nome e non per tante altre situazioni su cui c’era davvero da indignarsi. In questo credo stia la coerenza”. Che il Parco Comunale – appurato che chiamarlo Parco Mussolini è un “abuso” – versi in cattive condizioni è lo stesso Sindaco a riconoscerlo. “Dobbiamo sistemare il Parco e migliorarne il decoro, anche questo è uno stimolo che dobbiamo cogliere. E’ nostro compito dare una sistemazione adeguata al polmone verde di Latina”. L’assegnazione del nome al parco comunale è un atto simbolico ma che rientra in quello che Coletta considera la “sistemazione della città risolvendo i disastri ereditati”. Un lavoro che richiede tempo, energie e risorse. “Stiamo dando una ripulita a questa città”, aggiunge il Sindaco, usando forse la parola sbagliata viste le pessime condizioni delle aree verdi cittadine. Coletta se ne accorge e aggiunge: “Sono abituato a metterci la faccia sulle cose che facciamo, quando commettiamo degli errori sono il primo a riconoscerlo. Mi sono già scusato per quanto accaduto con lo sfalcio dell’erba, il prossimo anno non accadrà”. Un polverone – quello del nome – destinato a spegnersi essendo nato da un falso storico. Eppure ha creato fibrillazioni. “Forse perché si stanno accorgendo che stiamo sollevando parecchi coperchi”.

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