Paolini ha ricevuto un premio, ma è ancora sconvolto per l’incidente di cui è stato coinvolto

Marco Paolini

E’ rimasto coinvolto il 17 luglio scorso in un incidente l’attore Marco Paolini che con la sua Volvo aveva tamponato una Fiat 500 con a bordo due donne. L’urto è stato molto violento, e una delle occupanti, la 53enne Alessandra Lighezzolo, è morta. Paolini, che è indagato per omicidio stradale, non riesce a darsi pace. Invitato a Rocca Pietore (Belluno), dove avrebbe dovuto ricevere il Pelmo d’Oro, si è presentato alla cerimonia ma, scusandosi con “la sua gente” non ha voluto ritirare il riconoscimento. Con una lettera, che ha letto per lui il suo amico Roberto Padrin, presidente della Provincia di Belluno, ha spiegato i perché di questa decisione. “Signori e signore, mi avete fatto l’onore del conferimento del Pelmo d’Oro alla Cultura Alpina 2018. Mi sono sentito fiero e motivato da questo riconoscimento, ne ho ricavato impulso a continuare ad occuparmi della terra dove sono nato e che mi ispira costantemente. Ho sentito questa come un’occasione in più per marcare l’appartenenza a una comunità, quella bellunese, che in tanti modi mi ha fatto negli anni sentire il suo affetto e sostegno. Il mio carattere somiglia alle Alpi, nel bene e nel male. Le Crode sembrano eterne, poi un giorno un pezzo viene giù di schianto e quel che resta è diverso da prima. Uno di quegli schianti, qualche giorno fa, è successo a me, e niente è più come prima. È per me necessario tenere un profilo basso, per rispetto alle parti lese, alla mia famiglia, alla giustizia, alla dignità del mio lavoro artistico passato e futuro. Nessuno meglio della mia gente può capire come certe volte sia meglio tacere. Non voglio recitare la parte dell’ affranto, se lo facessi ucciderei anche la mia dignità. Il silenzio è obbligatorio per capire se sono capace di andare avanti”.

 

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