Ormai è innegabile, in Italia si pagano troppe tasse, secondo i dati pubblicati dall’ Ocse, l’Organizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo Economico, l’Italia è al quinto posto nella classifica relativa al peso delle tasse sui salari ed è una classifica dove negli ultimi anni si stanno scalando posizioni, con grande rammarico degli italiani. Tanti ricorderanno le dichiarazioni del Professore Padoa Schioppa, Ministro delle Finanze del secondo governo Prodi, con cui sosteneva che “pagare le tasse è bellissimo” poiché è un modo civilissimo di contribuire tutti insieme a beni indispensabili quali istruzione, sicurezza, ambiente e salute”. Il significato può essere condivisibile se poi quelle somme sono restituite alla collettività sottoforma di quei servizi, il problema è che questo spesso non succede. Se il carico fiscale arriva a superare il 70% ( secondo uno studio della CNA del 2013) allora non si può più vedere positività, il carico fiscale non si può più considerare il necessario contributo dei cittadini alla gestione della macchina pubblica e diventa una vessazione. Per cuneo fiscale, si intende la somma di tutte le imposte, dirette e indirette, che gravitano su datori di lavoro e dipendenti ed incidono sul totale del costo del lavoro, ovvero quanto un lavoratore costa ad un’azienda, sono anni che si parla di ridurre il cuneo fiscale, esattamente la differenza di quello che un’azienda paga per un suo dipendente e quello che poi effettivamente finisce nelle tasche di quel dipendente. Il cumulo in Italia equivale mediamente al 46% quasi la metà, dunque su uno stipendio di 2000 euro, se il datore di lavoro ad esempio paga 920 euro di imposte, al lavoratore spetteranno unicamente 1.080 euro netti in busta paga. E’ la cifra di tasse più alta d’ Europa, paghiamo più tasse di tutti in percentuale, però abbiamo gli stipendi più bassi di tutti, pagare le tasse diventa “meno bello” se le imposte non sono chiare e quando sono centinaia e difficili da accettare. Se si pagassero solo tasse importanti quali l’Iva e l’Irpef, ogni cittadino responsabile troverebbe opportuno e giusto pagarle per il suo alto valore di senso civico, invece mentre il 90 % del gettito fiscale è garantito da quella decina di tasse che già conosciamo (Iva Irpef ecc.), il restante 10 per cento del gettito globale delle imposte deriva da balzelli odiosi e sconosciuti come i contributi per bonifiche mai effettuate, la tassa per la pulizia dei fossi o quella dei gradini, se quelli di casa nostra confinano con quelli del marciapiede pubblico, c’è poi la tassa sui fumi (sulla revisione delle caldaie) e quella sull’ombra, chiesta ad alcuni negozianti di Cagliari perché le insegne dei loro negozi proiettavano ombra sul marciapiede quindi occupavano abusivamente il suolo pubblico. La tassa sull’ombra é una realtà dura e triste da accettare, ma reale, con una semplice delibera comunale, i Comuni d’Italia possono applicare una legge esistente dal 1997, ma pochi comuni ne avevano mai fatto uso. Oltre che Cagliari anche a Pomezia, il sindaco, nel 2014, ha inserito una tassa da pagare (dai commercianti), in quanto la sporgenza delle tende o delle insegne di un locale invadeva il suolo pubblico. La scure delle imposte non risparmia proprio nulla, dai divertimenti, trasporti, discariche, fogne, ascensori, lampioni, tv, frigoriferi, insegne, musica e perfino brevetti e tutto ciò emerge dal dossier Confesercenti su “Cento casi di tasse” che fa seguito agli studi sugli sprechi pubblicati in questi anni. Mauro Bussoni Segretario generale di Confesercenti, ha dichiarato a un quotidiano nazionale che esiste una tassa sulla morte, sui defunti e sulla sua conservazione che include il bollo anche sul certificato Asl, quello di constatazione del decesso. insomma il defunto deve dimostrare di essere regolarmente morto, perché altrimenti a tutti gli effetti risulta ancora regolarmente vivo. Abbiamo quindi tasse regionali su diversi campi e nessuna attività umana è esclusa da questo discorso, è come se la fantasia umana si fosse impegnata al massimo e oltre ogni sforzo per arrivare a questi miserevoli risultati: pagare le tasse sarà pure bellissimo, ma diventerà ancora più bello quando si riuscirà a pagare la giusta misura senza sentirci in quanto Italia, nella più alte classifiche europee, con l’aggiunta di stipendi non sufficienti: una nazione che si tassa nella speranza di diventare prospera non può aspirare che ad imboccare “un tunnel senza uscita”.
Rino R. Sortino

Rino Sortino
Author: Rino Sortino

Giornalista e opinionista televisivo, nel passato ha partecipato in qualità di opinionista a trasmissioni quali "passione sport" presso lazio tv e gold tv

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