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Muro

Un ballottaggio, quello del 19 novembre,  sempre più difficile, e il Prefetto di Roma ha convocato, a Ostia, il 14 novembre, il Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza, alla presenza del sindaco di Roma Virginia Raggi, dei vertici delle Forze dell’Ordine e del rappresentante della Procura Distrettuale Antimafia. ‘Un soggetto che comanda e che può dare ordini all’interno del sodalizio’: così definiscono Roberto Spada alcuni collaboratori di giustizia.” Lo scrivono i magistrati nel decreto di fermo per l’aggressione del 7 novembre scorso ad Ostia contro un giornalista della Rai e del cameraman. Dalla Cassazione un assist alla Procura di Roma: accolto ricorso pg di Venezia che vuole condanne per mafia per un clan moldavo dedito al racket. Intanto, armati di telecamere e taccuini, decine di giornalisti e videomaker si sono ritrovati in via Forni, la strada dove ha sede la palestra di Roberto Spada. La manifestazione, nata spontaneamente da alcune associazioni di reporter, è stata organizzata per manifestare solidarietà a Daniele Piervincenzi ed Edoardo Anselmi e per ribadire l’importanza del ruolo dell’informazione anche in un contesto intriso di criminalità, come quello di Nuova Ostia. Ha detto una rappresentante di Assostampa romana: “Dal 2013 il Lazio è al primo posto per il numero di giornalisti minacciati. E la maggior parte è contro giornalisti di periferia. Quello che è successo ci lascia l’amarezza in bocca. Dovevamo fare di più e di altro per evitarlo. Nonostante tutto continueremo il nostro lavoro. Alla prossima riunione di Stampa romana, in programma mercoledì e che abbiamo spostato nella sede della Federazione Nazionale, verrà anche il ministro Minniti. Speriamo in quella sede di ottenere risultati aggiuntivi, perché oltre la solidarietà ora servono provvedimenti a tutela dei giornalisti”. Ha affermato il presidente di Fratelli d’Italia, Giorgia Meloni: “Voglio ribadire che noi non abbiamo mai avuto e non abbiamo nulla a che fare con gli Spada. Dispiace che si debba fare una campagna elettorale parlando sostanzialmente del comportamento di una persona che non è una brava persona. Noi combattiamo la mafia a 360 gradi su tutto il territorio nazionale dall’inizio della nostra storia politica”.Un soggetto che comanda e che può dare ordini all’interno del sodalizio”. Così definiscono Roberto Spada alcuni collaboratori di giustizia in verbali citati nel decreto di fermo per la vicenda dell’aggressione avvenuta il 7 novembre scorso ad Ostia ai danni di un giornalista della Rai e del cameraman. Nel provvedimento di 20 pagine i pm Giovanni Musarò e Ilaria Calò ricostruiscono il contesto criminale e mafioso in cui si è consumata la vicenda. In particolare per definire la figura del fermato, che ha precedenti che risalgono agli anni ’90 per reati di furto e ricettazione, i magistrati citano le “dichiarazioni rese dai collaboratori di giustizia Micheal Cardoni e Tamara Ianni” che su Spada hanno reso in passato “dichiarazioni convergenti” affermando che “appartiene all’omonimo clan con un ruolo di vertice”. Entrambi sostengono che il fermato “coordina il ramo del sodalizio dedito al traffico e alla cessione di sostanze stupefacenti”. Secondo i pentiti il fratello di “Romoletto”, si “è reso responsabile  di una estorsione aggravata dal metodo mafioso, appropriandosi di una abitazione di una persona che non gli aveva pagato una partita di sostanza stupefacente.” Il Prefetto di Roma ha convocato a Ostia il 14 novembre il Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza, alla presenza della Sindaca di Roma, dei vertici delle Forze dell’Ordine e del rappresentante della Procura Distrettuale Antimafia, per modulare, “anche alla luce dei gravi episodi verificatisi nei giorni scorsi, il sistema di controllo del territorio in vista del turno di ballottaggio previsto per domenica 19 novembre per l’elezione del Presidente del Municipio X di Roma Capitale”

 

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