Lupa capitolinaTraffico, rifiuti e trasporto pubblico, in questi tre flash Mattia Feltri, su La Stampa, fotografa il disastro della città di Roma, ma lo fa in un’ottica tutta particolare. Non nuova, certo. Che è quello di imputare le responsabilità ai romani rei, a suo dire, di lamentare le ruberie e le inettitudini di chi governa Roma (e l’Italia) ma non essendo da meno. Così la prepotenza nel traffico, l’indifferenza nei rifiuti e il menefreghismo per quel che riguarda il trasporto pubblico nello specifico e la condizione della città in generale. Perché, par di capire, ognuno cura il suo proprio orticello e solo quello è l’importante, anche se fosse a discapito della collettività. Questa la sintesi: “Siamo tutti aggrappati a questa vecchia e generosa lupa per ricavarne una poppata, oggi e poi domani e dopodomani.” L’articolo non dice il falso, ma non centra il problema. È troppo, davvero troppo facile gettare la colpa sui cittadini, vessati dalla politica da una parte e umiliati dalla stampa dall’altra. Chi è aggrappato alla lupa per una bella poppata sono proprio coloro, e di certo non i romani, che di Roma e dei romani parlano male, magari con la bocca ancora piena di latte. Perché è assurdo e infondato pensare che se i cittadini non parcheggiassero in doppia fila il traffico non sarebbe quello che è; è assurdo e infondato pensare che se i cittadini gettassero l’immondizia presso cassonetti inesistenti o divelti, la condizione igienica e d’immagine della capitale sarebbe migliore; perché è assurdo e infondato pensare che se tutti pagassero il biglietto di mezzi pubblici latitanti e in condizioni criminali, questi funzionerebbero e sarebbero lucidi e splendenti. Sarà anche troppo facile gettare addosso la colpa ai politici e ai dirigenti, ma chi ha la responsabilità e la possibilità di far funzionare la città? I soldi che entrerebbero nelle casse comunali per le multe pagate, i rifiuti riciclati e i biglietti obliterai non andrebbero a finire per la manutenzione delle strade, il funzionamento dell’AMA o quello dell’ATAC, ma andrebbero a ingrassare le tasche dei suddetti politici e amministratori. Quella dei romani non è, anche se dovrebbe esserla, una battaglia di resistenza contro uno Stato canaglia e mafioso, ma metteteli (metteteci) nelle condizioni di parcheggiare, di gettare i rifiuti e di poter prendere i mezzi pubblici (liberando così anche il traffico e le famigerate doppie e triple file) e poi ne riparliamo. Prima di allora è troppo facile, assurdo e infondato dare la colpa ai romani.

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