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Carabinieri
Scuola sequestrata

Avevano vinto un’ appalto pubblico presentando un’offerta al ribasso e un edificio scolastico che, per risparmiare, era stato costruito con materiali non idonei. E’ quanto hanno scoperto i Carabinieri del comando provinciale di Latina nel corso di alcuni approfondimenti scaturiti dall’inchiesta Tiberio che a gennaio del 2017 aveva portato a 10 arresti per reati contro la pubblica amministrazione. Il Nucleo investigativo del comando provinciale e la Compagnia dei Carabinieri di Terracina hanno proceduto al sequestro della nuova ala del polo scolastico Alfredo Aspri di Sperlonga e della palestra del Liceo Scientifico Enrico Fermi di Gaeta. Le indagini hanno accertato che due imprenditori di Formia, Pietro Ruggeri, 70 anni, e il figlio Francesco, 38, erano riusciti ad ottenere l’appalto di ampliamento e messa a norma dell’istituto Aspri, per circa 900mila euro, promettendo denaro all’allora responsabile dell’Ufficio tecnico del Comune di Sperlonga e architetto del settore Politiche della scuola della Provincia Isidoro Masi, già finito agli arresti nell’operazione Tiberio. I due imprenditori formiani avevano vinto l’appalto presentando un’offerta al ribasso e completamente fuori mercato e a quel punto, per risparmiare, avevano eseguito i lavori all’istituto Aspri di Sperlonga in difformità rispetto ai progetti e utilizzando materiali non previsti. Con analoghi metodi avevano ottenuto anche l’appalto per l’ampliamento della palestra del Liceo Fermi di Gaeta. Per entrambi  è scattata la misura della custodia cautelare in carcere per i reati di corruzione, turbata libertà degli incanti, frode in pubbliche forniture e truffa. L’ordinanza è stata emessa dal gip del tribunale di Latina su richiesta della Procura. Ma il ruolo cardine di questa situazione è stato svolto da Isidoro Masi, già finito agli arresti nell’operazione Tiberio, e attualmente indagato nell’operazione odierna nella sua duplice veste di ex responsabile dell’Ufficio tecnico del Comune di Sperlonga e architetto del settore Politiche della scuola della Provincia e insieme a lui altre quattro persone risultano indagate.  Tutto nasce dall’appalto per il complesso archeologico di Villa Prato, a Sperlonga, per il quale la ditta Dr presenta un’offerta con ribasso del 20%, una delle più vantaggiose. I due imprenditori non sanno però che quell’appalto deve essere assegnato a qualcun altro e così vengono contattati e viene spiegato loro che a Sperlonga gli appalti funzionano in un altro modo. Padre e figlio vengono invitati a ritirare la loro offerta e in cambio gli vengono offerti i lavori per l’ampliamento del polo scolastico Aspri. Ma per gli interventi sul plesso la gara è già partita e presenta già offerte con ribassi vantaggiosi. La DR per vincere presenta un ribasso ulteriore, completamente fuori mercato, e promette di risparmiare anche sui tempi, gettando un metro cubo di cemento ogni cinque secondi. Per eseguire lavori a norma la ditta è fuori di circa 380mila euro. Masi, che segue la pratica in qualità di responsabile dell’Ufficio tecnico del Comune, garantisce all’impresa una perizia di variante in aumento, che consentirà, ad avvio degli interventi, di assegnare lavori aggiuntivi alla stessa ditta e modificare la cifra dietro apposita perizia. La perizia però viene predisposta dagli stessi costruttori e proprio in quel periodo scatta l’operazione Tiberio e con l’arresto di Masi il meccanismo si inceppa e la variante in aumento promessa dal funzionario non può essere accordata. La DR decide di iniziare lo stesso ma di risparmiare sui lavori. La perizia disposta dalla Procura di Latina ha rilevato  che gli interventi erano in difformità rispetto al progetto. In particolare, le fondamenta che dovevano essere di un metro e mezzo non vengono realizzate, “si scava solo qualche buca” come ricostruisce il gip nell’ordinanza, e la scuola viene poggiata sul terreno. Le traverse del solaio inoltre, che dovevano essere spesse almeno 22 centimetri, risultano di appena 12 centimetri. Il Gip rileva che quella struttura non avrebbe retto al peso della parte sovrastante. “Era una scuola destinata a crollare addosso ai ragazzi”, ha spiegato il colonnello Gabriele Vitagliano, comandante provinciale dei carabinieri di Latina. Nello stesso periodo la DR ottiene anche l’appalto per l’ampliamento della palestra della scuola Fermi di Gaeta, offrendo anche in questo caso una ricompensa a Masi, in qualità questa volta di impiegato della Provincia, pagata in parte con bonifico e in parte in contanti. Il colonnello dei Carabinieri ha spiegato che nel caso di Gaeta non ci sono elementi per dire che i lavori siano stati effettuati in difformità e a ribasso e per dubitare della stabilità della struttura, perché in quel caso la procedura di gara era stata costruita su misura della ditta DR, di fatto l’unica a presentare un’offerta dopo la rinuncia di una seconda impresa. Nell’ambito dell’operazione  i Carabinieri hanno proceduto anche al sequestro dell’ala del plesso Aspri di Sperlonga, ancora in cantiere, mentre nessun sequestro è stato disposto per la palestra del Fermi, sui è possibile che vengano però effettuate approfondite verifiche. Con queste parole, solo poche settimane fa, l’assessore ai lavori pubblici del Comune di Sperlonga D’Arcangelo annunciava la ripresa dei lavori per la realizzazione del polo scolastico finito sotto sequestro nell’ambito di un’operazione dei Carabinieri. L’intera ala del plesso è stata costruita senza fondamenta, per risparmiare sui lavori che erano stati affidati alla ditta DR con un ribasso fuori mercato. Il solaio era stato costruito con materiali non idonei e dunque a rischio crollo:  “Fortemente voluta e perseguita dalla Giunta Cusani, consentirà di riunire l’insieme degli studenti di Sperlonga in un solo plesso scolastico in perfetta sicurezza e con servizi tecnologici modernissimi e in linea con le più recenti normative in tema di edilizia scolastica”.  Sul caso interviene il gruppo consiliare d’opposizione Sperlonga Cambia: “A Sperlonga  la corruzione e l’illegalità sono arrivate al punto di mettere a repentaglio la sicurezza dei bambini del nostro paese. L’operazione condotta dai Carabinieri nucleo investigativo del comando provinciale di Latina e della compagnia di Terracina svela un quadro sempre più grave e allarmante. Gli stessi inquirenti parlano dell’indagine di oggi come di “una costola dell’inchiesta Tiberio”, a dimostrazione di come il sistema di corruzione scoperto già nel gennaio del 2017, con la serie di arresti che portò in carcere anche il sindaco di Armando Cusani, non solo non ha mai smesso di operare, ma continua a fare danni nel nostro territorio, senza farsi il minimo scrupolo dei rischi e delle tragiche conseguenze del proprio agire”. Il gruppo consiliare denuncia un meccanismo di corruzione, appalti truccati, mazzette e un “legame perverso tra pubblica amministrazione e imprenditoria. Questo sequestro l’ennesimo nel territorio del nostro paese, segna in modo ancora più profondo la storia della nostra comunità, minando la fiducia e la sicurezza dei cittadini e delle famiglie di Sperlonga. Davanti a un episodio simile, che va ad aggravare una situazione già critica e anomala quale è quella di Sperlonga, lo Stato ha il dovere di far sentire la sua presenza. Non è più rinviabile un intervento fermo e deciso da parte delle Istituzioni a tutti i livelli di governo. Ringraziamo la magistratura e delle forze dell’ordine che si battono quotidianamente contro la corruzione diffusa del nostro territorio e per il loro costante impegno in favore della legalità, della giustizia e della sicurezza dei cittadini. Il nostro auspicio è che i tempi della giustizia siano quanto più possibile certi e rapidi. I cantieri edilizi da mesi sotto sequestro e i processi che impiegano anni per giungere a sentenza, sono tutti fattori che minano gravemente la fiducia dei cittadini nella giustizia e trascinano una situazione politica e amministrativa ormai al limite, impedendo l’avvio di percorso di ritorno alla legalità che a Sperlonga diventa ogni giorno più urgente”.

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