Polizia

Nella mattinata di venerdì 7 maggio c’è stata l’operazione della Squadra Mobile di Latina denominata “Tacchi a spillo” che ha portato all’arresto di un uomo di 40 anni. Gli agenti della Sezione Reati contro la persona, minori e sessuali hanno dato esecuzione alla misura cautelare degli arresti domiciliari a carico del 40enne e dell’obbligo di presentazione alla Polizia Giudiziaria nei confronti dei genitori, entrambi di 67 anni. Sono tutti accusati, a vario titolo, dei reati di sfruttamento e favoreggiamento della prostituzione ed estorsione. Con lo stesso provvedimento il gip del Tribunale di Latina Pierpaolo Bortone ha disposto il sequestro preventivo di cinque immobili che si trovano nella zona Litoranea e a Borgo Sabotino e che venivano affittati dagli indagati per permettervi l’esercizio della prostituzione. L’operazione è arrivata al termine di una articolata attività d’indagine condotta dalla Squadra Mobile e coordinata dal procuratore aggiunto Carlo Lasperanza avviata in seguito alla denuncia da parte di una ragazza di origini rumene contro il 40enne dopo una aggressione subìta dalla donna. Da tali dichiarazioni, come hanno spiegato dalla Questura di Latina, è emerso che la vittima esercitava l’attività di meretricio nell’appartamento che le era stato messo a disposizione dall’uomo e dalla sua famiglia, per il quale pagava 250 euro a settimana oltre ad una percentuale di 20 euro su ogni cliente ricevuto. La stessa donna ha raccontato alla polizia anche di minacce di morte ricevute dall’uomo qualora non gli avesse consegnato ulteriori soldi in contanti, ossia 300 euro, oltre che di continue telefonate per sollecitarla a pagargli la parte dei ricavi dell’attività di prostituzione. Dalle indagini, anche di natura tecnica, è emerso che il 40enne si occupava personalmente della stipula dei contratti di locazione – che poi recapitava alle interessate, facendosi corrispondere fino a 500 euro al mese – ma, come hanno aggiunto dalla Questura, “tutti gli indagati erano perfettamente a conoscenza dell’attività di prostituzione che veniva svolta all’interno delle abitazioni messe a disposizione di molte ragazze, in prevalenza originarie dell’est Europa e del Sud America, le quali pubblicizzavano le loro prestazioni su appositi siti fornendo ai clienti gli indirizzi degli immobili in questione. Un modo turpe, oltre che illecito, per procurarsi un guadagno nettamente superiore rispetto ad una semplice locazione”. Altri particolari risultati utili alle indagini sono emersi dall’analisi del cellulare sequestrato al 40enne nel corso delle indagini; l’uomo conservava fotografie ritraenti ragazze in abiti succinti ed in atteggiamenti sessualmente espliciti, scattate all’interno dei menzionati appartamenti. Sono emersi file audio di minacce anche di morte rivolte ad una ragazza, poi identificata nella citata denunciante, con l’invito esplicito a fare molta attenzione quando si trova “per strada a lavorare” perché sarebbe pronto anche a spararle.

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui