Droga

All’alba del 21 giugno è partita l’operazione “Il Tempio” della Polizia che ha dato esecuzione ad otto misure cautelari, 4 arresti domiciliari e 4 obblighi di firma, che sono emesse dal Gip del Tribunale di Latina Mario Bortone per altrettanti soggetti accusati di spaccio di sostanze stupefacenti, tipo cocaina ed hashish. L’operazione è stata condotta dagli uomini della Squadra Mobile con l’ausilio degli equipaggi del Reparto Prevenzione Crimine Lazio ed unità cinofile; i destinatari delle misure sono tutti incensurati residenti a Priverno e  Sezze,  dove gestivano una florida attività di spaccio: uno di questi è al momento irreperibile. Le indagini hanno avuto inizio a settembre di due anni fa dopo una perquisizione svolta dalla Squadra Mobile all’interno di un ristorante sui monti Lepini: in quella circostanza gli agenti trovarono circa 350mila euro in contanti; un’ingente cifra di cui l’uomo aveva dato giustificazione parlando di soldi messi da parte facendo proprio il ristoratore. Successivi approfondimenti investigativi, coordinati dai sostituti procuratori Giuseppe Miliano e Valentina Giammaria nonchè dal procuratore aggiunto Carlo Lasperanza, hanno permesso di acquisire “elementi incontrovertibili” circa il suo coivolgimento “in un vasto traffico di droga, insieme con gli odierni indagati”. Un ulteriore passo in avanti nelle indagine ed un primo riscontro a questa ipotesi investigativa, è arrivato un mese dopo con l’arresto di un uomo trovato in possesso di circa 23 grammi di cocaina, il quale aveva, anche lui, stretti legami con gli indagati in grado, secondo quanto ricostruito, di procurarsi ragguardevoli quantitativi di cocaina ed hashish sull’asse Roma – Napoli.Le indagini della Squadra Mobile, diretta dal vice questore aggiunto Giuseppe Pontecorvo, hanno inoltre evidenziato come gli stessi utilizzassero auto dotate di sistemi meccanici occulti in grado di nascondere la droga, nonché telefoni muniti di speciali software per lo scambio di messaggi criptati Hanno riferuto dalla Questura: “Emblematico il caso di un 29enne, tra gli odierni indagati, che a gennaio dello scorso anno è stato seguito mentre si imbarcava su un volo internazionale diretto ad Amsterdam, dove si era recato per prelevare la propria autovettura; il veicolo, in realtà, era stato precedentemente ‘spedito’ in Olanda perché venisse appositamente modificato al suo interno, così da ricavare due vani nascosti per il trasporto dello stupefacente”. Durante le indagini, svolte con il supporto di attività di natura tecnica ed ambientale, è stato possibile effettuare diverse perquisizioni, numerosi “recuperi” e sequestri di droga pari a circa 4 chili di cocaina e 4 chili di hascish; sono stati quattro gli arresti in flagranza di reato oltre al rinvenimento di due pistole con matricola abrasa. Inoltre, dall’attività investigativa è emerso che il sodalizio sgominato il 21 giugno era in grado di ottenere da un chilo di cocaina pura circa 12.000 dosi – del costo medio di circa 50 € ognuna – pronte per lo spaccio.

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