‘’Nel corso di tutta la sua storia l’umanità si Barack Obamaè trovata alle prese con queste questioni e quando ci mettiamo nella posizione di pensare che ciò riguarda solo gli altri, ricordiamo che durante le Crociate e l’Inquisizione la gente ha commesso atti terribili in nome di Cristo.” Queste le parole del Presidente degli Stati Uniti Barack Obama nel suo discorso al National Prayer Breakfast. Per ottenere consensi, racimolare un applauso e apparire saggi e culturalmente attraenti la soluzione migliore è sempre quella di dire fesserie. Sulle crociate e sull’inquisizione, poi, è un gioco fin troppo facile. Quando una sentenza la si ripete ininterrottamente, la si insegna nelle scuole e la si sente in bocca a sedicente guru, ecco che non importa se sia vera o falsa, diventa automaticamente vera. Anche se la storia, la scienza e gli studiosi l’hanno smentita da tempo. Demolire una falsità, poi, è un’impresa che nemmeno un’intera biblioteca può permettersi di sostenere. Questo perché il luogo comune, quando si è radicato nella mente del singolo e nel pensiero comune di una società è un macigno che nessuna disquisizione anche del più autorevole scienziato riuscirà mai a eliminare. Sarebbe da perdere cinque minuti con il presidente Obama e spiegargli un paio di cose, ma siccome ci è impossibile riportiamo qui un breve estratto dell’ultima fatica del sociologo Rodney Stark (La vittoria dell’Occidente) proprio sulle crociate. “Sulle crociate sono state scritte molte assurdità di stampo antireligioso, tra cui che i cavalieri avrebbero marciato verso est non spinti da motivazioni religiose ma alla ricerca di terre e bottino. La verità è che, per partire, i crociati fecero enormi sacrifici finanziari, spese che non avevano alcuna speranza di recuperare. […] Sulle crociate molti storici occidentali hanno espresso tutto il loro sdegno per i «crimini di guerra» dei cristiani, ma dedicato scarsa, o nessuna attenzione, ai molti massacri commessi dai mussulmani.” Per quanto riguarda l’inquisizione, al paladino della libertà nonché premio Nobel per la pace Obama sarebbe da domandare da dove deriva il termine ‘inquisitoria’ che sta a significare l’innovazione giuridica che proprio l’inquisizione cattolica portò: la ricerca delle prove e la scrittura delle stesse. Oltretutto domanderei al presidente Obama come si comporterebbe, come cittadino e come presidente, di fronte a coloro che predicano dottrine da lui ritenute pericolose (vedi i moderni terroristi). Non sarà che anche Obama è capo, responsabile e rappresentante di gente che ha commesso atti terribili in nome della democrazia e della libertà?

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