LAPR0402-123-U202182049561m8B-U110588702654TzG-620x349@Gazzetta-Web_articoloNon siamo sciacalli. E non speculeremo su quanto accaduto ieri a Torino, come invece altri hanno fatto – e regolarmente fanno – quanto determinati fenomeni accadono da Firenze in giù. Ma c’è un dovere di cronaca, che non permette di tacere. “L’edizione numero 140 del derby della Mole verrà ricordato, oltre che per la storica vittoria del Torino, per gli scontri tra tifosi, con l’assalto al pullman della Juventus e il lancio di bombe carta sugli spalti. Il bilancio è di una decina di tifosi feriti, cinque arresti e una denuncia. Numeri che potrebbero aumentare nelle prossime ore: le forze dell’ordine sono al lavoro per identificare eventuali altri responsabili dei disordini. Se la gara in campo è stata “leale e maschia al punto giusto”, per dirla come il tecnico bianconero Massimiliano Allegri, non si può dire altrettanto della partita tra le due tifoserie.” [Ansa.it] Violenze, gravi e gravissime, che si sono perpetrate a Torino, prima, durante e dopo la partita. Dentro e fuori lo stadio. Chi nei mesi scorsi parlava di problema violenza a Roma sosterrà coerentemente la stessa tesi parlando di problema violenza a Torino, oppure resterà in silenzio perché questi episodi smontano il teorema ideologico che i buoni stanno da una parte e i cattivi dall’altra? Oggi, ovviamente, i media parlano di teppisti, di non-tifosi; non parlano di juventini e torinesi; eppure lo stesso non fecero mesi fa, quando ogni occasione era buona per screditare Roma e i romanisti. Sarà interessante vedere come reagiranno le autorità sportive, che recentemente hanno chiuso una curva per uno striscione. Chiuderanno curve o prenderanno provvedimenti per il lancio di bombe carta? Nei prossimi giorni lo sapremo. Intanto resta il disgusto per il servilismo mediatico che in queste occasioni mostra tutta la sua miserabile ipocrisia, alimentata anche e soprattutto dalla strafottenza e impunità dei comunicati sportivi delle società sportive.

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