NELL’ INTESTINO ABBIAMO UN SECONDO CERVELLO?

intestino
Da tempo alcuni scienziati parlano dell’intestino come di un secondo cervello situato nella pancia, il primo è stato nel 1998 Michael D.Gershon della Columbia University (Usa) che nel suo volume “il secondo cervello” trattò della teoria dei due cervelli che poggia su solide basi scientifiche. L’intestino pur avendo solo un decimo dei neuroni del cervello, lavora in modo autonomo, aiuta a fissare i ricordi legati alle emozioni e ha un ruolo fondamentale nel segnalare gioia e dolore. Proprio come il primo cervello ha una vasta banca dati pronto ad entrare in azione in base alle esigenze digestive: come nel caso della sindrome del colon irritabile, una condizione che provoca difficoltà digestive, diarrea e stitichezza che è frequente proprio nelle persone con disturbi ansiosi e durante periodi di forte stress. La sera prima di un esame, il mal di pancia non è una scusa per stare a casa, lo stress ha un peso determinante sull’intestino, oltre all’esperienza lo sottolinea anche la tradizione, ad esempio quella cinese, secondo la quale quest’organo è correlato al cervello. Non sono solo stress e ansia a procurare mal di pancia, ma è anche l’apparato digerente a modificare emozioni e stati d’animo. L’intestino produce il 95% della serotonina presente nell’organismo, questo neurotrasmettitore che controlla il nostro umore una volta giunto nel sistema nervoso centrale è capace di modulare i livelli di umore e stati d’animo comunicandoli all’encefalo che influisce su ansia e depressione. I batteri possono essere alleati dell’organismo e della mente, anche per questo eliminarli indistintamente può essere dannoso, l’uso eccessivo di antibiotici ha la conseguenza di indebolire le difese del corpo.I batteri che vivono nel nostro intestino possono a tal punto influenzare la nostra mente che in futuro potremo usarli per curare alterazioni comportamentali e malattie psichiche meglio di quanto non facciano gli psicofarmaci. Secondo Andrew Hessel biologo californiano, alla Singulary University, è vicino il momento in cui potremo creare batteri artificiali che infettando il cervello potranno agire sugli individui per renderli psichicamente più adatti all’evoluzione del pianeta e della società.

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