Balenottero

Il 25 luglio una nave giapponese uscendo dalla sua rotta marina si è incagliata sulla barriera corallina al largo delle Isole Mauritius. Per 12 giorni è stata lasciata in balia di se stessa e oltre 1.000 tonnellate di petrolio si sono riversate in mare. Il 15 agosto la nave si è spezzata e si è inabissata aggravando ulteriormente i danni a questo prezioso ed unico ecosistema marino. Una petizione pubblicata su Change.org chiede che il Governo giapponese e la comunità internazionale si attivino prontamente per salvare questo angolo di paradiso da un disastro ambientale gravissimo. Ecco il testo della petizione:

Le Isole Mauritius ospitano uno dei più importanti e preziosi ecosistemi marini e terrestri del mondo tra cui il Parco marino Blue Bay e la sua millenaria barriera corallina.

Il 25 luglio la nave cargo giapponese MV Wakashio si è arenata sulla barriera corallina delle Mauritius e lo scafo si è spaccato. Il cargo trasportava circa 3.800 tonnellate di petrolio e, dopo 12 giorni in cui la nave è stata lasciata completamente in balia di se stessa, circa 1.000 tonnellate di questo liquido tossico si sono riversate nelle meravigliose acque incontaminate della lagunaIl 15 di Agosto la nave si è spezzata a metà e si è inabissata, aggravando ulteriormente il danno per l’ecosistema marina.

Mi chiamo Sunil e sono uno delle migliaia di persone che qui alle Mauritius sta combattendo, giorno e notte, per contenere i danni che questa nave giapponese ha causato alla nostra terra e alle nostre vite.

Chiediamo al Governo delle Mauritius e al Governo del Giappone di attivarsi prontamente per fermare questa devastazione e di salvare questo angolo di paradiso.

In particolare chiediamo:

Un’azione rapida di bonifica che utilizzi i migliori standard internazionali e che sia a carico di chi ha provocato questo disastro. Vogliamo inoltre adeguate rassicurazioni che le comunità che sono state colpite da questo evento siano adeguatamente seguite e supportate.

Vogliamo risposte: si crei una commissione di inchiesta indipendente per capire come questo disastro è potuto accadere e se i primi interventi siano stati all’altezza della situazione. 

Chiediamo che ai proprietari del cargo sia impedito di percorrere nuovamente questa rotta marina. Se non sai rispettare questo prezioso ecosistema allora non devi più poter utilizzare rotte come questa. E chiediamo anche che le aziende che operano nel settore smettano di utilizzare combustibili fossili.

Grazie di cuore per il vostro supporto: firmate e condividete questo appello, solo così avremo giustizia e saremo ascoltati.”

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui