Naufragio nelle vicinanze dell’isola di Lampedusa. intervento della Guardia Costiera

Guardia Costiera

 Nel pomeriggio della giornata del 23 novembre un cittadino ha segnalato alla Guardia Costiera di Lampedusa di aver avvistato un barchino in difficoltà a meno di un miglio dalla costa. Immediatamente inviate sul posto 4 motovedette della Guardia  costiera ed allertati un elicottero ed un aereo della Guardia Costiera di Catania. Le motovedette, giunte sul posto, hanno individuato un barchino di circa 10 metri in difficoltà con circa un centinaio di persone a bordo che, verosimilmente per le cattive condizioni meteo marine, subito dopo si è capovolto. Gli equipaggi delle motovedette hanno soccorso e recuperato 143 persone cadute in mare che sono state portate a Lampedusa. La Guardia Costiera ha chiesto l’intervento anche di un pattugliatore e due motovedette della Guardia di Finanza. In volo, per continuare le ricerche, anche un aereo Frontex e allertato anche un mezzo aereo della Marina Militare e sotto il coordinamento della Guardia Costiera di Palermo, sono continuate le ricerche  di eventuali dispersi in mare. Nelle ricerche sono stati impiegati due motovedette e un aereo della Guardia Costiera, una nave e un elicottero della Marina Militare, una motovedetta e un pattugliatore della Guardia di Finanza. I migranti tratti in salvo dalle motovedette della Guardia Costiera sono in totale 149 (di cui 133 uomini 13 donne e 3 bambini). Il naufragio è avvenuto nel tardo pomeriggio del 23 novembre , prima del tramonto, a circa un miglio dalla spiaggia  dell’Isola dei Conigli. La barca soccorsa non aveva richiesto aiuto né segnalato la sua posizione alla Guardia Costiera ma l’avvistamento è stato segnalato da un privato cittadino e nelle operazioni  di salvataggio, avviate appena individuata la barca, sono stati impiegati due soccorritori marittimi “Rescue Swimmer” della Guardia Costiera, grazie anche all’intervento dei quali è stato possibile recuperare tutti i migranti caduti in mare. Ma sono stati ritrovati 3 corpi privi di vita (3 donne) recuperati in mare dalla motovedetta della Guardia Costiera CP 324. Due ulteriori corpi privi di vita – due donne – sono stati ritrovati a terra da personale della Guardia di Finanza. Le condizioni meteo-marine permangono avverse e nelle ricerche resta impegnato un elicottero ed una motovedetta della Guardia Costiera. Le operazioni di soccorso condotte nel tardo pomeriggio del 24 novembre  dalle motovedette della Guardia Costiera sono state particolarmente difficoltose, non solo a causa delle proibitive condizioni del mare, con onde alte fino a 2 metri, ma anche a seguito dell’elevato numero di persone cadute in mare contemporaneamente. Le motovedette della Guardia Costiera accorse sul punto  si sono adoperate con ogni mezzo per poter trarre in salvo quante più persone possibili in quanto oltre  a due soccorritori marittimi “Rescue Swimmer” – personale altamente specializzato – nell’intento di salvare i naufraghi si lanciava  in mare anche il direttore di macchina della motovedetta CP 305 della Guardia Costiera. Nel frattempo gli equipaggi della Guardia Costiera rimasti a bordo, si prodigavano con ogni mezzo disponibile lanciando in mare salvagenti anulari, cime galleggianti, parabordi e qualsiasi altra cosa potesse permettere ai naufraghi di aggrapparsi e salvarsi dall’annegamento certo.  Tra i primi a essere soccorsi anche un ipovedente che, stante la sua condizione, ha subito attirato l’attenzione dei soccorritori che prontamente lo hanno portato a bordo di una delle motovedette impegnate nelle operazioni. Le condizioni meteo-marine nell’area di Lampedusa sono in continuo peggioramento, con onde alte fino a 4 metri e le  operazioni di ricerca proseguono con l’impiego di mezzi aerei della Guardia Costiera e di Frontex.

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