Capitaneria di Porto di Gaeta
Capitaneria di Porto di Gaeta
Ingresso mostra 150 anni Capitaneria di Porto
Ingresso mostra 150 anni Capitaneria di Porto
Copia della prima domanda di concessione alla Capitaneria di Porto di Gaeta
Copia della prima domanda di concessione alla Capitaneria di Porto di Gaeta
Copia del Regio Decreto 2438 sulla costituzione della Capitaneria
Copia del Regio Decreto 2438 sulla costituzione della Capitaneria
Mostra
Mostra
Particolare della mostra
Particolare della mostra
Visita di San Giovanni Paolo II sulla Michele Fiorillo
Visita di San Giovanni Paolo II sulla Michele Fiorillo
Decreto intitolazione Banchina Cicconardi
Decreto intitolazione Banchina Cicconardi
Copia della Concessione precaria del gennaio 1885
Copia della Concessione precaria del gennaio 1885
Planimetria Banchina Cicconardi
Planimetria Banchina Cicconardi
Comandante Nicola Cicconardi
Comandante Nicola Cicconardi
Motovedetta Michele Fiorillo
Motovedetta Michele Fiorillo

Nell’ambito delle manifestazioni culturali che si sono svolte allo Yacht Med Festival dal 24 aprile al 3 maggio La Capitaneria di Porto di Gaeta e l’Associazione Culturale Gaeta in Bianco e Nero hanno allestito una mostra dal titolo “Gaeta attraverso la storia della Capitaneria di Porto”. Infatti questa istituzione militare il 20 luglio del 1865, esattamente 150 anni fa, con il Regio Decreto 2438 con firma di Vittorio Emanuele II Re d’Italia faceva nascere l’istituzione delle Capitanerie di Porto che servono a regolamentare le strutture militari inerenti alla sorveglianza e al reclutamento militare dei chiamati alla leva nella Marina Militare. Quindi 150 anni si pensava già alla difesa militare delle nostre coste e a Gaeta per ovvi motivi questa struttura fin da subito assunse una funzione importante per la comunità locale di pescatori e marittimi, diventando nel corso di un secolo e mezzo un essenziale punto di riferimento per l’attività marinara del Golfo di Gaeta. La mostra ha voluto mettere in evidenza documenti e foto e quant’altro necessario per far comprendere quale sia stata ed ancora oggi la presenza di questa istituzione che oggi si chiama Guardia Costiera, ma che comunque ha dato e dà ancora la sicurezza del rispetto del mare a coloro che ne sanno apprezzare la bellezza e la capacità di trarne profitto in modo lecito.

Il 20 luglio del 1865 parte la storia che già dal 1500 aveva una sua connotazione temporale in quanto sotto il domino spagnolo Gaeta era già sede di un importante area militare che aveva una sua regolamentazione. Nel 1860 Gaeta diventava Luogotenenza del regno d’Italia per divenire Capitaneria di Porto nel 1865. Il regio decreto 85 del 5 febbraio 1905 stabiliva invece l’assegnazione del personale della Capitaneria di Porto con questa dinamica: 1 capitano di terza classe, 1 ufficiale di seconda classe, 1 applicato di 1 colasse e 1 applicato di seconda classe, alla sede distaccata di Elena veniva assegnato 1 ufficiale di seconda classe. Nel 1910 veniva costituito l’Ispettorato generale del Corpo delle Capitanerie di Porto, mentre in seguito al Conflitto Italo Turco del 1911 al Corpo veniva affidata l’organizzazione dei porti nei territori occupati. Dopo il primo conflitto mondiale del 1915-18 il Regio Decreto 2349 del 27 novembre 1919 rendeva definitiva la militarizzazione delle capitanerie di Porto, nel terzo  articolo questo viene evidenziato in modo chiaro:

“L’ordinamento degli Ufficiali del Corpo delle Capitanerie di porto stabilito dai decreti Luogotenenziali 3 febbraio 1918, n. 161; 16 maggio1918, n. 640, e dal decreto-legge 2 novembre 1919, n: 2142, è reso definitivo, ma le funzioni affidate al  Ministro della Marina sarannoesercitate dal Ministro per i Trasporti marittimi e ferroviari, il quale procederà di  concerto col Ministro della Marina per tutte le disposizioni di carattere generale riguardanti l’ordinamento militare del Corpo delle capitanerie di porto.

Con decreto Reale, su proposta del Ministro dei Trasporti, di concerto col Ministro della Marina, sarà provveduto alla costituzione della Commissione di avanzamento e di disciplina del personale delle Capitanerie di porto.

Il servizio prestato nel Corpo delle Capitanerie di porto. Anche anteriore all’ordinamento stabilito dai decreti Luogotenenziali 3 febbraio 1918 n. 161,  10 maggio 1918, n. 40, valutato per tutti gli effetti come servizio militare.”

Nel 1926 veniva definito il “Nuovo Ordinamento della Regia Marina” che definisce in amniera dettagliata le mansioni delle Capitanerie. Altri regi decreti definivano la circoscrizione territoriale della capitaneria di Porto di Gaeta, il regio decreto 840 del 1932 e il Regio Decreto 2166 del 1935, l’11 settembre del 1938 veniva emanato il regio decreto 1902 che dava vita al Comando generale delle Capitanerie di Porto.

Il secondo conflitto mondiale perso dall’Italia dava vita per quanto riguarda le Capitanerie di Porto ad una serie di trasformazioni, infatti dopo l’armistizio dell’8 settembre 1943 nasceva la direzione Generale della Marina Mercantile e un Comando Generale delle Capitanerie di Porto.Dopo l’8 settembre 1943, a seguito della requisizione del naviglio mercantile da parte delle autorità militari fasciste e tedesche, nella Repubblica sociale italiana (RSI) il Comando generale delle capitanerie di porto è trasferito a Verona e poi a Milano.
Con  r.d.l. 1° nov. 1943, n. 4/B  , del governo italiano trasferito a Brindisi, i servizi della marina mercantile già spettanti al Ministero delle comunicazioni, vengono trasferiti al Sottosegretariato della marina mercantile, ma temporaneamente affidati al Ministero della marina militare.

Il  d.c.p.s. 13 lug. 1946, n. 26  , istituisce il Ministero della marina mercantile le cui attribuzioni vengono stabilite con  d.l.c.p.s. 31 mar. 1947, n. 396  In base a tali disposizioni il Comando generale e il Corpo delle capitanerie di porto dipendono dal Ministero della marina mercantile per quanto attiene ai servizi di istituto di tale amministrazione e dal Ministero della difesa-Marina per quanto attiene alla difesa delle coste e al reclutamento. Nel 1948, con  d.l. 7 maggio, n. 615  , si provvede all’organizzazione dei servizi del Ministero della marina mercantile e alla definizione dei ruoli organici: viene ricostituito, al posto del Comando generale, l’Ispettorato generale delle capitanerie di porto, con a capo l’ufficiale generale più elevato in grado o più anziano del servizio permanente effettivo.  Nel 1949 cominciavano i lavori per il nuovo edificio della Capitanerie di Porto di Gaeta.

Poi è storia recente di questa struttura. Alla sede di Gaeta veniva assegnata la motovedetta CP 307 Michele Fiorillo.  nel 1982 n.949 del 31 dicembre sulla difesa del Mare stabiliva che la capitaneria di Porto ha il compito della tutela delle coste e dell’ecosistema marino, e poi anche la nascita del comparto aereo del Corpo, come recitano i seguenti articoli:

Art. 2

Per la realizzazione dei compiti di cui all’art. 1, nonché per assicurare la vigilanza e il soccorso in

mare, il Ministro della marina mercantile provvede:

  1. all’istituzione di un servizio di protezione dell’ambiente marino, nonché di vigilanza costiera

e di intervento per la prevenzione e il controllo degli inquinamenti del mare;

  1. al potenziamento del servizio di vigilanza e di soccorso in mare svolto dal Corpo delle

capitanerie di porto;

  1. all’istituzione, d’intesa con il Ministro della difesa, di un servizio di vigilanzasulle attività

marittime ed economiche, compresa quella di pesca, sottoposte alla giurisdizione nazionale

nelle aree situate al di là del limite esterno del mare territoriale; in caso di necessità tale

servizio può integrare quello di cui alla precedente lettera b). I servizi di cui al comma 2,

lettera b) sono quelli svolti dalle linee automobilistiche, nonche’ da sistemi operanti in sede

propria o con impianti fissi.

Con D.M. 20 maggio 1983 (G.U. 17 ottobre 1983, n. 285) sono state indicate le

caratteristiche tecnico-operative delle unità navali da adibire al servizio di vigilanza.

Art. 5

Al potenziamento del servizio di vigilanza e soccorso in mare di cui alla lettera b) dell’art. 2 si

provvederà mediante la costruzione o l’acquisto di unità navali da iscrivere nei quadri del naviglio

militare, idonee ad essere impiegate anche in navigazione di altura ed in condizioni atmosferiche

avverse, di mezzi ad alta velocità come aliscafi od altri mezzi adeguati, nonché di aeromobili da

iscrivere nel registro degli aeromobili militari dello Stato.

Per l’acquisizione delle predette unità navali, nonché dei predetti mezzi ed aeromobili, con le

occorrenti dotazioni e attrezzature, è autorizzata per il periodo 1982-1985 la spesa complessiva di

lire 60.000 milioni, da iscrivere nello stato di previsione della spesa del Ministero della marina

mercantile secondo quote che saranno determinate in sede di legge finanziaria di cui all’art. 11 della

  1. 5 agosto 1978, n. 468.

La quota relativa all’anno 1982 viene determinata in lire 6.000 milioni.

Art. 6

All’istituzione del servizio di vigilanza di cui alla lettera c) dell’articolo 2 si provvederà mediante la

costruzione o l’acquisto di unità navali ed aeromobili, da iscrivere rispettivamente nei quadri del

naviglio e nel registro degli aeromobili militari dello Stato, aventi caratteristiche e requisiti tecnici

tali da rendere i predetti mezzi idonei, nel loro coordinato assetto, ad effettuare prolungate

operazioni di altura e ad assicurare la necessaria prontezza di interventi o la capacità di perlustrare

in tempi brevi ampi tratti di mare. Le unità navali e gli aeromobili dovranno essere progettati ed

attrezzati anche per il soccorso in zone di altura e per operazioni antinquinamento.

Con decreto del Ministro della marina mercantile, di concerto con il Ministro della difesa, verranno

determinate le caratteristiche tecnico-operative dei mezzi da acquisire. Il decreto sarà emanato nel

termine di due mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge.

Per l’acquisizione dei predetti mezzi, con le relative dotazioni e attrezzature, è autorizzata per il

periodo 1982-1985 la spesa complessiva di lire 120.000 milioni da iscrivere nello stato di

previsione della spesa del Ministero della marina mercantile secondo quote che saranno determinate

in sede di legge finanziaria di cui all’art. 11 della L. 5 agosto 1978, n. 468.

La quota relativa all’anno 1982 viene determinata in lire 8.000 milioni.

Con  d.m. 8 giugno 1989  (del Ministero della marina mercantile di concerto con il Ministero della difesa-Marina), i reparti del Corpo delle capitanerie di porto che svolgono compiti di natura tecnico-operativa – in materia di assistenza, sicurezza della navigazione, soccorso, polizia marittima e demaniale, e di vigilanza anche ai fini della prevenzione e repressione degli inquinamenti – sono costituiti in Guardia costiera che, pertanto, è un’articolazione del Corpo stesso. La motovedetta Michele Fiorillo aveva ricevuto a bordo il 15 giugno del 1989 la visita del santo Padre Giovanni Paolo II in visita nell’Arcidiocesi di Gaeta. Nel 1994 con la convenzione di Asburgo nasce il centro Nazionale di Coordinamento del Soccorso Marina (IMR. C. C.), mentre nello stesso anno veniva istituito il numero Blu 1530  per le chiamate di soccorso dei natanti in difficoltà. Nel 2006 il decreto del 27 dicembre definiva l’adozione e tutela del logo della Guardia Costiera, che viene pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n.134 del 17 gennaio del 2007.

 

DECRETO 27 dicembre 2006

Adozione e tutela del logo della Guardia costiera.

(GU n. 13 del 17-1-2007)

IL MINISTRO DEI TRASPORTI

Visti gli articoli 8 e 32 della legge 8 luglio 1926, n. 1178;

Visto il decreto del Ministro della marina mercantile di concerto

con il Ministro della difesa 8 giugno 1989, recante costituzione

della Guardia costiera, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 146

del 24 giugno 1989;

Visto il decreto del Presidente della Repubblica 28 settembre

1994, n. 662;

Visto il decreto del Ministro della difesa di concerto con i

Ministri dell’interno, delle finanze e della marina mercantile del 17

agosto 1978;

Preso atto della determinazione del Ministro della marina

mercantile in data 17 marzo 1987 inerente l’approvazione di una

simbologia per unita’ navali del Corpo delle capitanerie di porto;

Visto il parere del Ministero della difesa reso con nota n.

8/51820 in data 12 dicembre 2006;

Visto il decreto legislativo 30 luglio 1999, n. 300 e successive

modificazioni;

Visto il il decreto-legge 18 maggio 2006, n. 181, convertito, con

modificazioni, dalla legge 17 luglio 2006, n. 233, recante

disposizioni urgenti in materia di riordino delle attribuzioni della

Presidenza del Consiglio dei Ministri e dei Ministeri, e in

particolare l’art. 1, comma 5, che istituisce il Ministero dei

trasporti, trasferendo ad esso le funzioni attribuite dall’art. 42,

comma 1, lettere c), d) e, per quanto di competenza, lettera d-bis),

del decreto legislativo 30 luglio 1999, n. 300, con le inerenti

risorse finanziarie, strumentali e di personale;

Considerato necessario formalizzare con un provvedimento di rango

adeguato il logo della componente operativa del Corpo delle

Capitanerie di porto-Guardia costiera, al fine di rendere visibile e

riconoscibile l’appartenenza dei relativi mezzi all’istituzione

statale cui sono attribuite, tra l’altro, rilevanti funzioni per la

gestione di emergenze, per la ricerca e il salvataggio in mare, per

l’esercizio di polizia marittima;

Considerato che l’utilizzo di emblemi che riproducono quasi

integralmente le caratteristiche del logo della Guardia costiera e’

causa di inammissibili malintesi che non lasciano emergere con la

necessaria chiarezza e prontezza l’istituzione pubblica deputata ad

espletare primarie funzioni rivolte alla salvaguardia della vita

umana in mare e a garantire l’ordinato e sicuro svolgimento delle

attivita’ marittime;

Ritenuto necessario tutelare l’utilizzo esclusivo del logo della

Guardia costiera si’ che lo stesso consenta di stabilire una

corrispondenza tra il predetto simbolo e l’istituzione e quindi con

le funzioni dalla stessa esercitate;

Decreta:

Art. 1.

Logo della Guardia costiera

Il logo della Guardia costiera e’ composto da una banda

un’ancora in campo bianco, come nel disegno riportato nell’allegata

tabella.

Art. 2.

Misure di tutela

E’ fatto divieto riprodurre o utilizzare il logo di cui all’art.

1, ovvero riprodurre o utilizzare emblemi o stemmi le cui

caratteristiche siano uguali, analoghi o simili a quello della

Guardia costiera.

Art. 3.

Utilizzo del logo

Al Comandante generale del Corpo delle capitanerie di porto e’

riconosciuta la possibilita’ di disporre l’utilizzo del logo o del

segno distintivo della Guardia costiera al fine di conferire maggiore

impulso all’immagine del Corpo e di promuoverne una piu’ ampia

diffusione anche attraverso l’utilizzo controllato da parte di terzi.

Roma, 27 dicembre 2006

Il Ministro: Bianchi

I documenti riprodotti danno un esempio della operatività della Capitaneria di Porto di Gaeta. Un esempio è la richiesta che venne fatta il 20 dicembre del 1884 con una relativa planimetria  la concessione di un tratto di “lido e zona d’acqua” ricadente nel territorio del Comune di Formia, in zona San Giovanni. Il richiedente intende utilizzare la porzione di spiaggia oggetto della domanda “ ad uso di molo e antemurale a riparo di una sua casa”. Questa concessione definita “concessione precaria” venne rilasciata in data 19 gennaio 1885 previo pagamento di un canone annuo0 pari a 27 lire e 72 centesimi.

Un militare importante del corpo è stato sicuramente il comandante Nicola Cicconardi, che aveva il compito di 1° Capo Pilota. Infatti il pilotaggio è un servizio tecnico-nautico essenziale per la sicurezza della navigazione. Il Pilota del porto suggerisce la rotta e assiste il comandante della nave nella determinazione delle manovre necessarie per seguirla. I piloti, nell’esercizio della loro attività, sono sottoposti alla disciplina del Comandante del Porto. Cicconardi era stato così bravo che aveva avuto numerosi riconoscimenti tra cui tre croci di guerra al merito, una medaglia d’argento di lunga navigazione e il titolo di cavaliere della repubblica quale Capo Pilota più giovane d’Italia, tanto che l’Autorità Portuale gli ha intitolato una banchina il 18 settembre del 2007 nel porto commerciale.

L’altro aspetto della capitaneria di Porto di Gaeta è stato nel 1962 quando venne emanato il Primo regolamento di servizio di Rimorchio del Porto di Gaeta, perché i rimorchiatori collaborano alle operazioni relative a manovre d’ingresso e di uscita del Porto, oltre che all’assistenza e movimentazione del naviglio mercantile. Il servizio tecnico-nautico di rimorchio marittimo è un servizio portuale disciplinato dal Comandante del Porto, perché strettamente connesso alla sicurezza della navigazione.

Infine la citazione delle tre motovedette che sono transitate nel porto di Gaeta, come la già citata Michele Fiorillo che porta il nome di un tenente di vascello morto in mare per soccorrere un bagnante in difficoltà, e che ha ospitato come si diceva in precedenza il santo Giovanni Paolo II, al secolo Karol Wotyla, e la nave Bannock di origine americana che è stata impegnata in ricerche scientifiche. Il comandante della capitaneria di porto attualmente è il capitano di fregata Cosimo Nicastro.

 

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