E’ morto Palude, personaggio dei libri di Antonio Pennacchi

Antonio Pennacchi
Antonio Pennacchi

 

E’ morto una persona a Latina che è stato l’ispiratore di un libro di Antonio Pennacchi. Infatti si  spento nella città di Latina  Bonfiglio Mario Ferrari detto “Palude”. Lascia la moglie Angela, i tre figli, due nipoti, i generi, la nuora e lo stuolo dei parenti, amici e compagni. I funerali si terranno lunedì a Borgo Podgora. Mitico leader operaio della vecchia Fulgorcavi, fino all’ultimo e lucidamente non ha mai perso la forza d’animo, l’ironia, le battute salaci ed il profondo amore per la vita in tutte le sue manifestazioni, ivi comprese il dolore e la fine. A lui va la gratitudine di chiunque lo abbia conosciuto ed a lui era ispirato l’eroe protagonista dell’omonimo romanzo “Palude” scritto nel 1995, quando ancora c’erano le fabbrica. Il libro iniziava proprio così, come lo ricorda lo scrittore Pennacchi: “Palude – quando era Palude – ti alzava con una mano sola, se non ti stavi zitto. Era un armadio di un metro e novanta, di altezza. Moro, riccio. Occhi neri. Naso imperiale. Sorriso largo. Vita stretta. Era il capo storico degli operai della Fulgorcavi ed è lui il protagonista di questa storia, ma nessuno è autorizzato a pensare che il nome possa avere qualche strana simbologia e che tutta la storia sia inventata. La storia è la stessa che si racconta nei bar della città. E lui lo chiamano da sempre così, senza alcun riferimento alle paludi, o a Latina. Ma solo perché da giovane giocava al calcio. Faceva il portiere. Non aveva nessuna paura dell’uomo: si tuffava sulle gambe dei centravanti e menava cazzotti a rotta di collo. Gli piaceva proprio, tuffarsi. E più c’era fango più gli piaceva. La partita più bella rimane quella contro il Cinthya. Pioveva come Dio la mandava: ha parato l’imparabile, perfino due rigori. Si tuffava in mezzo alle pozzanghere anche quando poteva respingere di piede. Tutto il pubblico, oramai, stava soltanto a guardare lui, che si tuffava pure sugli appoggi del terzino. E gli schizzi arrivavano in tribuna.”

Articoli Correlati

- No Comments on this Post -

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *