Morto operaio nella FCA di Piedimonte San Germano

Fabrizio Greco

Era al lavoro come ogni mattina al reparto presse mentre con un collega spostava un macchinario per lo stampaggio delle lamiere per riposizionarlo. Movimenti ordinati, conosciuti da sempre di un turno ordinario ma all’improvviso è successo l’irreparabile:  una oscillazione e un urto con la macchina,  un colpo al collo e nella parte alta del torace in pochissimi secondi, alle 3 del pomeriggio i suoi colleghi hanno assistito alla tragedia e hanno lanciato l’allarme,  nel cuore di una normale notte di lavoro. I soccorsi sono arrivati subito ma non c’è stato nulla da fare: Fabrizio Greco è morto sul colpo. Un turno notturno, dalle 22 alle 6, come avviene esclusivamente al reparto presse poiché lo stampaggio, oltre che per il sito pedemontano, lavora anche per gli stabilimenti della Sevel e di Melfi. Ma Fabrizio, che  tra dieci giorni, il 12 ottobre, avrebbe compiuto 40 anni, nel reparto era arrivato da poco, meno di sei mesi. Prima era impiegato alla lastratura. D’improvviso i due piccoli reparti delle presse, che erano gli unici attivi a quell’ora,  hanno smesso di lavorare. L’unico rumore è stato quello delle sirene dell’ambulanza e delle forze dell’ordine e sul posto è arrivato il magistrato di turno della procura di Cassino, la dottoressa Valentina Maisto. La notizia viaggiava nel cuore della notte e la  comunicazione più difficile è stata quella alla famiglia: Fabrizio lascia una moglie e due piccole bimbe. Le telefonate dei colleghi per avvisare altri colleghi e nel giro di poche ore i 4.000 operai dello stabilimento sono stati allertati mentre tra le mura della fabbrica sono continuate le verifiche delle forze dell’ordine mentre fuori i sindacati e i colleghi, hanno iniziato ad assieparsi con quella domanda a ripetizione: “come è potuto accadere”. In questi ultimi giorni era iniziata una lunga settimana di Cig ma non sono potuti mancare gli operai che hanno raggiunto il cancello 4 per cercare di avere qualche informazione già dalle prime ore dell’alba. Sono arrivate anche  cronisti e delle telecamere: con Fabrizio salgono ad oltre 600 i morti sul lavoro nel 2019 “un bilancio indegno per un Paese civile” come hanno detto tutti insieme i sindacati  appena la notizia ha raggiunto un’eco nazionale. Nello stabilimento Fca di Piedimonte non si verificava un incidente mortale da 28 anni: l’ultimo proprio nel settore presse. Due quelli dall’esito mortale negli ultimi 10 anni legati a ditte esterne: un operaio caduto da un’impalcatura e un altro cinque anni fa travolto da un camion che si era sfrenato. Restano gli interrogativi, fuori dai cancelli, e le tute rosse vogliono sapere e la dirigenza aziendale resta muta per oltre 12 ore, poi poco dopo le 15 una nota di cordoglio e la convocazione dei sindacati: nella mattinata del 2 ottobre c’è stato  un vertice con i responsabili della sicurezza. Intanto le verifiche e i sopralluoghi degli inquirenti sono andati avanti a oltranza e i militari della Compagnia di Cassino, agli ordini del capitano Ivan Mastromanno, insieme agli ispettori dello Spresal,  l’unità di prevenzione e sicurezza negli ambienti di lavoro della Asl, guidati dal dottor Varone, hanno scavato a fondo per accertare ogni aspetto della dinamica dell’incidente, ancora al vaglio e a coordinare anche il più piccolo passaggio, la dottoressa Maisto la quale, per conto della Procura di Cassino, ha aperto un fascicolo contro ignoti: quanto contenuto nell’informativa che verrà redatta dai Carabinieri e consegnata in procura farà la differenza nell’accertamento di eventuali responsabilità. La zona è stata sottoposta a sequestro, mentre si è affidato l’incarico al medico legale nominato per l’autopsia.

Articoli Correlati

- No Comments on this Post -

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *